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13 settembre 2017

Voglia di pizzica: io non ballo da sola


La pizzica è il ballo popolare pugliese conosciuto in tutto il mondo. È una musica che travolge chiunque si trovi ad ascoltarla in una danza ritmica senza pause. 
È come una magia che spinge chi ascolta tamburelli e chitarre a muoversi contro la propria volontà.

Per la prima volta ho assistito all'esibizione del gruppo musicale i Terraross, un gruppo di musica folk della Terra delle Gravine. 
Nonostante conoscessi già il loro genere musicale, sono rimasta estremamente colpita e rapita dalla musicalità del gruppo e dai canti d'amore e dalle antiche serenate.

Pizzica, Tarantella, Tammurriata: musica tradizionale della Puglia e del Sud Italia

Come dicevo è una musica che trascina, che travolge, che unisce, che diverte, che entra nel sangue, che ti fa sorridere, che ti fa cantare, che ti fa gioire.

Pensavo a come tutte queste cose positive siano un vero scacciapensieri della vita quotidiana e che se era tanto amata dai nostri genitori, nonni una motivazione ci doveva essere.

Li vedevo scatenarsi in questi balli lasciando le malinconie alle spalle, una sorta di momento liberatorio. Anche se alla fine erano esausti ridevano con soddisfazione. 
La pizzica però non nasce come ballo di divertimento.


  



La pizzica e il tarantismo: come è nata la pizzica

La pizzica è una danza tradizionale pugliese che ha origini antiche. Inizialmente era legata ai festeggiamenti in onore del dio Dioniso durante i quali la gente si scatenava in balli sfrenati, aiutata dal vino che scorreva abbondante.

In seguito venne associata al morso della tarantola e i malcapitati - nella maggior parte donne - cadevano in uno stato di trance e cominciavano a muoversi freneticamente in una danza isterica al suono del tamburello. 

Tutto questo durava finché il tarantato si fermava e quindi a questo punto si riteneva guarito. Poteva durare qualche giorno o, nei casi peggiori, addirittura settimane o mesi. In quest'ultimo caso, la pizzica rappresentava l'unico rimedio di guarigione, una specie di esorcismo.


Con il passare del tempo tali danze diventarono patrimonio delle culture contadine che, per nostra fortuna, continuarono a tenere viva la tradizione.  
Una tradizione che stava scomparendo, dovuta al fatto che le nuove generazioni cominciavano a trasferirsi nelle città.
Da una ventina di anni, però, si cerca di mantenere vivo il legame con le radici contadine e a conservare il ricordo di queste tradizioni meridionali riprendendo alcune forme di ballo particolarmente coreografiche.

La notorietà della pizzica è arrivata a livello internazionale, grazie a La Notte della Taranta, un evento che ogni anno si svolge a Melendugno, in provincia di Lecce, e che attira centinaia di migliaia di persone proveniente da ogni dove.

A questo fascino non si è sottratta nemmeno la popstar Madonna che da qualche anno trascorre le sue vacanza in Puglia. Pensa che il gruppo dei Terraross hanno suonato esclusivamente per lei in una festa privata.




La pizzica  è diventata un cult,  ambasciatrice del brand Puglia in tutto il mondo, insieme alle sfavillanti luminarie che abbelliscono le feste patronali pugliesi. 



Se hai visto il film Sei mai stata sulla luna del regista Paolo Genovese, ambientato in Puglia,  tra la masseria Lupoli di Crispiano e piazza Plebiscito di Martina Franca ricorderai di aver visto sia la pizzica che le luminarie. 

Se non l'hai visto ti consiglio di andare a guardarlo. 



Scena dal film Sei mai stata sulla luna


La pizzica e il tarantismo: la leggenda di San Paolo



Tra le tante leggende che sono sorte intorno al tarantismo ce n'è una che mi ha colpito perché legata alla vita di San Paolo e che trovato nella piccola Cappella di San Paolo a Galatina.  

Secondo la leggenda l'apostolo Paolo arrivò a Galatina in incognito per timore dei persecutori e fu ospitato da un pio galatinese. 
Si dice che, per compensare la pietà del religioso, San Paolo dette all'uomo e ai suoi discendenti il potere di guarire dai morsi dei ragni velenosi (in dialetto tarante) semplicemente facendo il segno della croce sulla piccola ferita e facendo bere l'acqua di un pozzo che si trovava in quella casa.

Quando la discendenza si estinse, i tarantolati continuarono ad andare ad attingere da quel pozzo ma successivamente fu chiuso, si dice, per motivi igienici. 

Allora ti è venuta voglia di pizzica? 




Foto dal web


2 commenti:

  1. Adoro lo pizzica, ho scritto una sceneggiatura che ha come colonna sonora proprio la musica della pizzica

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