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24 settembre 2020

Cosa fare a Massafra: visita al piccolo museo archeologico

Donna nel museo

A Massafra, nel Palazzo della Cultura, c'è un piccolo museo archeologico dove sono esposti i resti ritrovati nel sito archeologico di San Sergio - Carrino, un insediamento che ricadeva nella chora tarantina e che risale al IV secolo a.C.

Sono stata di recente in questo museo ed ho scoperto che non è molto conosciuto, forse nemmeno dai locali.

Per cui, amanti della storia e dell'arte, vi porto io al museo archeologico di Massafra insieme a Marica, la guida ufficiale del circolo locale di Legambiente.  

15 settembre 2020

Locorotondo, il borgo dei ventimila trulli e un lungomare nel centro storico

Profilo paese bianco su altura

Scoprire che a Locorotondo ci sono ventimila trulli mi ha lasciato senza parole. Immaginate poi sapere che c'è pure un lungomare. Non è uno scherzo. 
Sapete tutti che a Locorotondo non c'è il mare ma il lungomare stranamente c'è, proprio nel centro storico. 

In questo post vi racconto alcune piccole curiosità di questo borgo della Valle d'Itria, una delle mete preferite dai turisti che arrivano in Puglia.

Locorotondo: partiamo dal nome 

L'origine dei nomi di un luogo hanno sempre diverse ipotesi ma questa è accertata. Originariamente Locorotondo si chiamava Casale S. Giorgio, un casale che venne annesso alla Badia di S. Stefano dei Monaci benedettini. 

San Giorgio è ancora oggi il protettore del paese. Il patrono è invece San Rocco a cui viene dedicata la grande festa pirotecnica del 16 agosto.

In seguito, per la sua forma circolare fu modificato, in ordine di tempo, in Casale Rotondo, Luogorotondo ed infine Locorotondo, dal latino locus e rotundus

I trulli e le contrade di Locorotondo 


Non riuscivo a credere che ci fossero ventimila trulli sparsi per tutto il territorio locorotondese anche se percorrendo le strade e i tratturi ci si accorge della miriade di coni che emergono dalla campagna. 

Che poi non bisogna stupirsi più di tanto perché la campagna tutt'intorno è suddivisa in centotrenta contrade, anche questo mi sembra un record. 

Panorama sul trulli e vigneti
Panorama sulla Valle d'Itria vista dal lungomare di Locorotondo

Le contrade nascevano come gruppi di case vicine per l’esigenza comune di aiutarsi uno con l’altro, solitamente avevano vincoli di parentela tra loro. 

I nomi date alle contrade sono davvero particolari, ve ne dico alcune che ancora mi sono rimaste impresse: Lamie di Olimpia, Tumbinno, Papariello, Lamie Affascinante. 

Penso che molti derivino dal nome dei vecchi proprietari terrieri e dai santi a cui sono dedicate le chiesette di campagna. 

È un paesaggio unico attraversato da una ragnatele di muretti a secco di cui vi ho parlato dettagliatamente in questo post: I muretti a secco pugliesi, l'arte diventta Patrimonio Unesco.

Il centro storico di Locorotondo: le cummerse e il lungomare 

Se avete intenzione di visitare Locorotondo vi consiglio di arrivare dalla vicina Martina Franca che dista solo sei chilometri. Da questo lato il borgo pugliese si avvicina mostrando il meglio di sé. 

È un biglietto da visita straordinario che anticiperà la bellezza del centro storico. 

In alto sulla destra si scorge subito il paese. Si vede chiaramente la rotondità del suo profilo che le da il nome con le case imbiancate a latte di calce e con i caratteristici tetti spioventi detti cummerse

La vera attrazione del centro storico di Locorotondo sono proprio le cummerse, i tipici tetti molto spioventi costruiti con le chianche, la pietra calcarea locale. 

Le cummerse sono la parte finale della casa tipo, alta e stretta, del centro storico. Sono messe una affianco all'altra e molte volte hanno scale esterne che portano al primo piano. 

la cummersa di Locorotondo
In fondo una tipica casa del centro storico di Locorotondo con il tetto spiovente

Passeggiare nei vicoli tra queste case bianche arricchite da finestrelle, balconcini fioriti, porticine fiabesche, archi di sostegno e tanti altri piccoli particolari è come sentirsi in un luogo delle favole

Per sentirsi avvolti ancora di più da questa atmosfera vi suggerisco di visitare Locorotondo nel periodo natalizio quando raggiunge il massimo della sua magia e ammalia i visitatori. 

Scorcio con balconi fioriti
no dei caratteristici scorci del centro storico di Locorotondo più fototgrafati 

Il lungomare è la via che abbraccia la parte esterna rotonda del centro storico. È un belvedere sulla Valle d'Itria su cui si affacciano anche le vicine Martina Franca e Cisternino. 

Il panorama è unico e straordinario: coni di trulli che spuntano dai vigneti e gli uliveti. 

Non si sa molto del perché sia chiamato lungomare. Molti sostengono che un tempo la valle fosse ricoperta di acqua, così come riportano alcune vecchie mappe ma di certo non vi è nulla che lo possa documentare. 

Certo è che d'estate per farlo diventare ancora più verosimile viene montato un campo di beach volley
Devo dire che la fantasia a Locorotondo non manca per cui accettiamo di chiamarlo lungomare senza pensarci troppo.

Locorotondo, un paese instagrammabile 

Vi avevo già parlato in un altro post di quanto fosse fotografata Polignano a Mare e la sua lama (630 mila post #polignanoamare). 

Non da meno è Locorotondo che ha raggiunto la sua notorietà su Instagram con 162 mila post con l'hashtag Locorotondo (#locorotondo). 

Donna appoggiata ad una colonna in un vicolo
Qui sto sperando che lo scatto venga decente 

Questo succede quando i luoghi sono così incantevoli che ti fanno scattare foto a ripetizione

Un picco di condivisioni del centro storico “curdunnese” è concentrato proprio a Natale quando si trasforma in un posto da sogno. 
Non per niente è inserito nella lista dei Borghi più Belli d’Italia

Detto tra me e voi 

Locorotondo merita di essere inserito nel vostro prossimo itinerario pugliese
Nel post Vacanze in Puglia ve ne consiglio tre che ho testato personalmente e che aggiorno in continuazione. 

La Puglia è davvero una regione che non delude in nessun dei suoi angoli anche quelli più nascosti e meno conosciuti. 
È ancora una terra da scoprire anche per me.



Ciao sono Mariaispiratrice di viaggi lenti, antistress e sostenibili con la licenza (abusiva!) di scrivere. Il mio è un semplice blog. Semplice come me e come tutto quello che faccio. Sono tarantina nel cuore e nell'anima e vivo nella sorprendente Puglia delle gravine. Se siete curiosi cliccate qui Dico di me


5 settembre 2020

La Masseria Cicerone a Massafra, mangiare e dormire nella natura

Donna con cappotto rosso nella natura

La Masseria Cicerone ha tutte le caratteristiche per farvi passare una giornata rilassante sulle alture della Murgia tarantina. È un agriturismo che soddisfa le mie esigenze (e credo anche le vostre): mangiare genuino e dormire nel silenzio della natura

Senza contare i sorrisi accoglienti che ti fanno sentire a casa. Se vi trovate da queste parti nella Puglia delle gravine non perdete l’occasione di visitare la Masseria Cicerone. 

3 settembre 2020

Il tempo delle more a Massafra, una coltivazione biologica a chilometro zero a Cernera

donna in un campo di more

Siamo a settembre e non è proprio il tempo delle more come cantava Mino Reitano in una sua famosa canzone degli anni Settanta. I mesi migliori per raccogliere i frutti viola dal sapore asprigno e dalle proprietà benefiche sono luglio e agosto. 

Siamo fuori tempo, è vero, ma scrivo questo post ora perché vorrei farvi conoscere un'azienda di Massafra che ha deciso di iniziare una coltivazione biologica di more e che per il prossimo anno avrà delle novità che vi dirò alla fine di questo articolo. 

Le piante delle more, conosciamole meglio

Le piante delle more nascono spontanee in spinosi cespugli aggrovigliati addossati ad altre piante e ai muretti a secco quasi come un supporto simbiotico. 

Sono piante perenni che si propagano con molta facilità grazie anche alle spine, tipiche delle Rosaceae, che si trovano lungo tutti i rami che le proteggono da animali e persone. 
Se avete mai provato a raccogliere le more sapete già cosa voglio dire. 
Pungersi è facile. 

La fioritura avviene a giugno mentre, come dicevo, i frutti si possono raccogliere tra luglio e agosto
Come tutti i frutti , dalla fase acerba alla maturazione, cambiano colore e passano quindi dal verde al rosso fino a colorarsi di un viola intenso

Foglie e frutti delle more
I frutti si riuniscono a grappolo sugli steli del rovo
Ed è proprio allora che vanno colti direttamente dal grappolo e mangiati. Vi accorgerete che una tira l'altra. 

Le proprietà benefiche non si contano, ve ne dico solo alcune: contengono antocianine e flavonoidi, due potenti antiossidanti, vitamina C, acido folico e regolano i livelli di omocisteina, utili durante la gravidanza. Sono dissetanti e diuretiche. 

Il campo coltivato biologico di more a Massafra 

Il campo delle more di cui vi sto parlando si trova a Cernera, una contrada di Massafra, nella Puglia delle gravine, che occupa uno degli ultimi lembi della Murgia sud ovest che si estende nel territorio tarantino. 

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In questa area, che arriva a più di 400 m di altitudine, le piante dei frutti viola trovano il loro habitat naturale grazie ad una esposizione luminosa e soleggiata e per la vicinanza dei boschi e macchia mediterranea.

Non conoscevo questa realtà, pensate che ho saputo dell'esistenza della coltivazione Piana di Cernera bio grazie ad una locandina affissa in un negozio che ha attirato subito la mia attenzione. 

Ormai lo sapete, mi piace scoprire nuove e innovative realtà locali soprattutto se legate all'ecosistema territoriale e quando si tratta di prodotti a chilometro zero

Coltivazione delle more
Ecco il campo coltivato delle more Piana di Cernera bio
Dora e Salvatore, i titolari, hanno pensato bene cinque anni fa di avviare la coltivazione biologica di more nella loro proprietà. 

Una estensione non di poco conto che mi ha lasciato stupita. 
Ci sono andata accompagnata da Dora che mi ha raccontato come è iniziata la loro avventura, quasi per caso, proprio mentre, lei e il marito, raccoglievano le more selvatiche

Insieme alle more avevano piantato anche i mirtilli e i lamponi che non si sono ben adattati. Dopo cinque anni, per la prima volta, quest'anno, le piante hanno dato il massimo

La produzione è stata più che soddisfacente anche se la vendita non è stata facile perché l'azienda è ancora poco conosciuta anche a livello locale. 


more nel cesto
Piana di Cernera bio è il nome dell'azienda che coltiva le more
Perché fare una coltivazione quando la natura ci da la possibilità di trovarle spontanee? 

Lo so, ve lo state chiedendo. Innanzi tutto per la quantità e poi per la qualità

Non sempre è facile trovare tali tipi di frutti di bosco minori tutte insieme nello stesso luogo. Ci si arma di santa pazienza e durante una passeggiata le raccogliamo. Se, però, vogliamo avere le more subito a disposizione, abbiamo la necessità di prenderle in un posto dove siamo sicuri di trovarle. 

Ed ecco il vantaggio di avere un campo coltivato con more sempre fresche di giornata. Sapete già che è difficile trovare le more fresche in commercio perché sono facilmente deperibili e soprattutto sono costose perché vengono raccolte a mano, una ad una. 

La particolarità delle more delle piante coltivate è che sono meno aspre e acidule per cui mi rivolgo ai pasticceri e golosi appassionati di crostate di crema e frutta fresca e confetture di frutti di bosco, queste sono perfette per voi. Aspetto le vostre ricette da inserire in questo post. 

cesto di more
Questo è il raccolto fatto al momento da Dora 

Camminare nel campo non è così arduo come pensavo perché le piante sono di una varietà senza spine e immaginatevi cosa possa significare addentrarsi tra i grappoli che pendono dai rami e ti invitano ad allungare le mani.
L'ho fatto! E lo potete fare anche voi dal prossimo anno. Potete andare a raccogliere le more e degustarle sul posto. 

E non vi racconto altro perché sarà una sorpresa. Mi colpisce sempre la creatività e la voglia di fare delle persone e non nego che a volte mi sento piccola piccola nei loro confronti. Vorrei essere anche io più propositiva. 

Non potendo indicare con precisione il sito dell’azienda, se volete maggiori informazioni o volete fare ordinazioni, vi lascio il numero di contatto 3200815232




Ciao sono Mariaispiratrice di viaggi lenti, antistress e sostenibili con la licenza (abusiva!) di scrivere. Il mio è un semplice blog. Semplice come me e come tutto quello che faccio. Sono tarantina nel cuore e nell'anima e vivo nella sorprendente Puglia delle gravine. Se siete curiosi cliccate qui Dico di me

25 agosto 2020

Dove andare in vacanze a settembre: in Puglia e vi spiego perché

Tavola imbandita tra un vigneto con luci


“Settembre è il mese migliore per farsi una vacanza”
Lo diceva chi non riusciva ad avere le ferie tra luglio e agosto e chi non poteva permettersi economicamente una vacanza in piena estate. 
La verità è che davvero settembre è il mese migliore, forse il più bello, per fare una vacanza. Una di quelle dove la parola rilassarsi diventa un ordine perentorio.