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4 agosto 2020

Paesaggi pugliesi: i muretti a secco, un’arte ingegnosa Patrimonio dell’Umanità

muretto a secco in campagna

Dovete sapere che il mare non l'unica costante comune che caratterizza la Puglia. Dal Gargano al Salento, passando per la Puglia delle gravine, il paesaggio è caratterizzato da chilometri di muretti a secco fatti di pietra. 

Oggi, brevemente, vi parlo di una tradizione pugliese, di un'arte antichissima che ha bisogno di ingegno e fatica e che è diventato Patrimonio dell'Umanità, come in tutte le regioni italiane che ne hanno fatto uso, ed esempio la Sardegna con i nuraghi. 

I nostri avi non potevano certamente immaginare che la fatica dovuta allo spietramento per poter avere un terreno da coltivare e il riutilizzo di quelle pietre sarebbero diventati un patrimonio da conservare e proteggere.

L'ingegnosa tecnica di costruzione dei muretti a secco 

Per costruire un muretto a secco può sembrare facile a prima vista. Quelle pietre calcaree che ricoprivano la superficie della Puglia erano dure e poco lavorabili ma bisognava utilizzarle in qualche modo.

Ed ecco che, accatastate una sull'altra e incastrate secondo un metodo ben studiato, nascevano i muretti a secco. Inizialmente delimitavano i terreni, dividevano le campagne, soprattutto gli uliveti, ma poi le pietre sono state anche impiegate per costruzioni particolari come i trulli e le pagghiare salentine.


Casa in pietra, trulli
Tipiche costruzioni in pietra nella Puglia delle gravine

La caratteristica di queste costruzioni è la mancanza di malta o altro tipo di collante. Senza dubbio si può dire che è una delle prime forme di edificazione dell'uomo. Come ho già detto le pietre erano sistemate una sull'altra adattandole secondo la forma.

In seguito, è nato un vero e proprio mestiere che è andato sempre più affinando la tecnica. Esiste ancora oggi il mastro pietraio (non so se si chiama così) che con un solo colpo di martello riesce a dare la forma e la dimensione voluta alla pietra.

E se per le costruzioni abitative costruite a secco era anche un'espediente per smontare le strutture velocemente e un'astuzia per non pagare dazi, per i muretti a secco questo metodo è riuscito a trovare un'armonia con l'ambiente.

La sostenibilità dei muretti a secco 

I muretti a secco hanno avuto un'importanza nell'agricoltura non solo per dividere gli appezzamenti di terreno.
Se erano costruiti vicino alle coste diventavano frangivento e proteggevano le piante dalla salsedine. Sui pendii e in zone scoscese invece contenevano i terreni e formavano i terrazzamenti.

Tra l'altro, il fatto di avere fessure tra una pietra e l'altra dava la possibilità di non chiudere completamente il corridoio ecologico utilissimo per i piccoli animali di spostarsi da un habitat all'altro.


Piante di fichi d'India addossate ai muretti a secco

Sono diventati anche luoghi di nidificazione per uccelli ed altre specie ed un sostegno per molte varietà di piante, una tra tutte il fico d'india.

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Parlo al passato ma ancora oggi è la migliore soluzione sostenibile e duratura nel tempo. Pensate che ci sono muretti che resistono da decine e decine (anche centinaia) di anni. Sono ancora lì e hanno bisogno di pochissima manutenzione se non proprio nessuna.

Concludo pensando che 

La diversità del paesaggio pugliese, dovuta alla sua lunghezza, rende la regione unica nel suo genere. È un attrattiva molto forte per il turista o il viaggiatore che riesce a trovare, tra le tante proposte, la vacanza più congeniale non solo d'estate ma per tutto l'anno.

Se venite a fare una vacanza in Puglia soffermatevi ad osservare i muretti a secco. A pensare a quanto lavoro c'è dietro, ad immaginare la fatica e l'abilità che serviva per un'arte apparentemente semplice quanto ingegnosa, tanto da dover essere dichiarata dall'Unesco Patrimonio Immateriale dell'Umanità


27 luglio 2020

Come arrivare a Castellaneta Marina e nella Puglia delle gravine senza auto


Scrivo questo post per rispondere ad una domanda che mi è stata fatta sul mio profilo instagram dopo aver pubblicato una foto di Castellaneta Marina: Come si può arrivare senza auto?

Ebbene sì, sono rimasta spiazzata e a questa domanda non ho saputo rispondere immediatamente. 

Perché in tutta sincerità non è facile arrivare nella Puglia delle gravine, e quindi anche a Castellaneta Marina, senza auto. 

Per cui se volete farvi una vacanza da queste parti (qui vi consiglio di leggere Weekend rilassante nella Puglia delle gravine) eccovi i principali mezzi di collegamento. 

I principali mezzi con cui arrivare a Castellaneta Marina 

Comincio col dire che non ci sono voli diretti o treni ad alta velocità che portano in questo posto e in tutta la Puglia delle gravine, ma ci si deve sempre adattare con le coincidenze. 

Di seguito vi indicherò i principali mezzi che conosco con cui si può arrivare non solo a Castellaneta Marina ma in ogni località che volete raggiungere in questa parte della Puglia. 

Spero di essere abbastanza precisa e chiara.

In aereo 

L'aereo è ovviamente il mezzo più veloce. Gli aeroporti più vicini sono a Bari e Brindisi. 

L'aeroporto Karol Wajtila di Bari Palese dista circa 90 chilometri da Castellaneta Marina e non c'è un collegamento diretto. 

Per arrivare nella località di mare si prende la navetta per Taranto che ferma al Porto Mercantile e da lì prendere l'autobus per la destinazione scelta. Tempo stimato dalle 2 alle 3 ore. 

In alternativa, bisogna andare dall'aeroporto alla stazione centrale di Bari e prendere il treno regionale. 

Solitamente ci sono 3-4 treni al giorno per Castellaneta Marina e il tempo stimato va da 2h e 20 minuti fino a 5 ore con un cambio per tutti e tre/quattro i treni. Non ritengo sia una soluzione conveniente. 


Una soluzione potrebbe essere quella di prendere il treno dalla stazione centrale di Bari per Castellaneta: ce ne sono 14 che partono ogni giorno. 
Da qui si può noleggiare un'auto oppure prendere l'autobus dell'autolinea Sabato Viaggi e raggiungere la destinazione. 

Terza ipotesi noleggiare un'auto, la soluzione più semplice, o prendere un taxi. 

L'aeroporto del Salento di Brindisi dista circa 100 chilometri e le soluzioni di trasporto sono le stesse di quelle dell'aeroporto di Bari: navetta per Taranto e autobus o treno di collegamento. 


Sul web ci sono siti che pubblicizzano i collegamenti diretti, consultateli, verificate sempre gli orari e soprattutto i tempi che sembrano biblici. 


In treno 

Con il treno da qualunque direzione si arrivi, da sud o da nord, è una impresa. La parola fretta va abolita. Come minimo si può sperare in un solo cambio che possono arrivare anche a quattro. 

Con una famiglia al seguito la vedo dura ma come dice un proverbio la calma è la virtù dei forti.



Pixabay

In autobus 

Ci sono autobus, come la Marinobus, che fanno lunghe linee ma per ora, che io sappia e nelle ricerche che ho fatto in internet, nessuno di questi ha una fermata a Castellaneta Marina ma solo a Castellaneta, che è il punto più vicino, o Taranto-Porto Mercantile da dove partono tutte le coincidenze. 


In auto 


Indubbiamente la soluzione migliore è l'auto, anche se la richiesta era un'altra.

Chi arriva da nord può prendere l'autostrada A14 Adriatica, prendere l’uscita Palagiano/Matera e proseguire sulla strada statale 106 Jonica direzione Reggio Calabria. 


Oppure arrivando dalla parte del Tirreno prendere l'autostrada A1, immettersi sull’A2 autostrada del Mediterraneo (la Salerno Reggio Calabria per intenderci) uscita Potenza e proseguire sulla Basentana fino all'innesto con la Strada Statale 106 Jonica, direzione Taranto. 


Arrivando dal sud, Sicilia e Calabria, si prende l'autostrada del Mediterraneo/E45, uscita Sibari e poi ancora uscita Corigliano Calabro. Si prosegue sulla Strada Statale Jonica 106 fino allo svincolo di Castellaneta Marina. 


Con Google Maps e un navigatore è tutto più facile. 


Se pensi che questo post sia interessante metti mi piace 




Concludo pensando che 

Terminato l'elenco dei possibili mezzi con cui arrivare a Castellaneta Marina e in altre località della Puglia delle gravine, faccio una riflessione. 

Il fatto di non essere abbastanza collegati da una parte può essere un handicap ma dall'altra è un vantaggio perché il territorio è ancora poco battuto dalla grande massa turistica. 

Non è ancora preso d'assalto e quindi si presenta integro e naturale. 

Devo dire però che nella vita quotidiana è una penalizzazione molto pesante e credo che si dovrebbero rivedere i piani di mobilità e servizi di trasporto del nostro territorio. 


Se conoscete altri collegamenti che mi sono sfuggiti o che non conosco, indicatemeli pure che li aggiungo alla lista.

18 luglio 2020

Taranto:San Cataldo e San Domenico le due chiese da visitare nella città vecchia

Interno del Cappellone di San Cataldo con tre donne

Se qualcuno mi dovesse chiedere se conosco bene Taranto, d'istinto risponderei di si. 
Invece, confesso che la mia conoscenza non è poi così approfondita e negli ultimi tempi sto cercando di recuperare la mia lacuna.

In questo post vi parlo di due chiese da visitare che hanno sempre segnato la vita dei tarantini: la Cattedrale di San Cataldo e la Chiesa di San Domenico Maggiore entrambe nella città vecchia.
Vi spiego perché sono così importanti per la città di Taranto.

San Cataldo, storia e leggenda di un uomo venuto dall'Irlanda

Che i tarantini siano amanti dei forestieri è un detto che si tramanda da sempre e San Cataldo è uno di loro. Un uomo, già vescovo di Rachau, che volle seguire il suo spirito missionario che lo portò in pellegrinaggio fino ai luoghi santi. Di ritorno, a causa di un naufragio approdò in Puglia in una località poco distante da Taranto.

Secondo la tradizione arrivò nella città dei due mari per volontà divina. Infatti, si dice, che quando era prostrato sul Santo Sepolcro gli apparve Gesù che gli disse di andare a Taranto per evangelizzare la città ormai diventata pagana a causa delle numerose incursioni di mussulmani e barbari.

Secondo la leggenda, di ritorno dalla Terra Santa, San Cataldo operò il suo primo miracolo a Taranto, uno dei tanti che gli vengono attribuiti. 
Per placare la tempesta si sfilò l’anello pastorale e lo gettò in mare. La tempesta si calmò e da quel momento, in quel punto preciso del mar Grande, si formò una sorgente che a pelo d'acqua forma anelli concentrici.

Dopo i miracoli Cataldo diventò vescovo di Taranto e alla sua morte fu seppellito nella cappella della Cattedrale e dimenticato per le continue distruzioni che subiva la città.

Il Duomo di San Cataldo fulcro della città vecchia di Taranto

Prima dell'arrivo di San Cataldo a Taranto, il Duomo era dedicato a Santa Maria Assunta e secondo alcuni studiosi è ritenuta la più antica cattedrale pugliese. Con il ritrovamento della tomba, pare il 10 maggio del 1071, ricominciò la devozione al Santo che divenne il Patrono di Taranto.


Facciata dellla Cattedrale di San Cataldo
La facciata barocca della Cattedrale di S.Cataldo nella città vecchia di Taranto 
La Cattedrale nel tempo ha subito vari rifacimenti. L'attuale facciata barocca ha sostituito la vecchia facciata romanica nel 1700 e ha un portone ligneo del settecento affiancato dalle due statue di San Rocco e Sant'Irene.

L'ingresso appare sobrio con le tre navate divise da sedici colonne e a prima vista sembra un interno poco curato e povero con le colonne e i capitelli uno diverso dall'altro (mi ricordano tanto i capitelli della cripta della Cattedrale di Otranto).

Il pavimento della Cattedrale ha ancora una parte del prezioso mosaico andato perso nelle varie ristrutturazioni mentre il soffitto è a cassettone. Sotto l'abside si trova la vecchia chiesa con alcuni resti di antichi affreschi.

La Cappella di San Cataldo e l'apoteosi del barocco

Dalla navata destra si giunge alla Cappella di San Cataldo, un capolavoro barocco costruito in un secondo momento per dare degna sepoltura al corpo del Santo. 
Non esagero se dico che appena si entra si resta senza parole per la bellezza artistica della cappella che per questo motivo è detta anche Cappellone di San Cataldo.


Interno del Cappellone di S.Cataldo
L'interno del Cappellone di San Cataldo ricco di intarsi in madreperla e lapislazzuli
Le pareti sono rivestite di marmo pregiato e l'altare maggiore ha intarsi di madreperla e lapislazzuli
Oltre l'altare, in una nicchia, è racchiusa la statua d'argento del Patrono. La volta affrescata raffigura la Glorificazione di San Cataldo mentre viene accolto in Paradiso.

Tra gli scultori che hanno partecipato ad adornare la cappella di statue anche Giuseppe Sammartino, il famoso autore del Cristo Velato conservato a Napoli.

Per onorare il Patrono, la città di Taranto si veste a festa per tre giorni, 8-9-10 maggio, giorni in cui ci sono grandi festeggiamenti religiosi e civili.

La semplice Chiesa di San Domenico Maggiore 

La notorietà della Chiesa di San Domenico Maggiore tra i tarantini è tanta che si potrebbe pensare che la Cattedrale venga messa in secondo piano. C'è invece un motivo ben preciso che riconduce ai riti della settimana santa. 

Infatti, da qui esce la Madonna Addolorata portata in processione il giovedì santo. È uno dei momenti più sentiti dai tarantini che in quella sera affollano la città vecchia.


La facciata della Chiesa di S.Domenico a Taranto
La facciata della Chiesa di S.Domenico e la scalinata in stile barocco
Per entrare nella Chiesa di San Domenico, eretta nel 1300 sui resti di un tempio greco, si sale una scalinata che fu costruita quando ci fu la necessità di collegare via Duomo alla parte bassa della città. Si scavò per fare un pendio che rialzò l'ingresso rispetto al piano stradale. 
La scalinata in stile barocco è stato un valore aggiunto e le conferisce un fascino particolare. 

La facciata della Chiesa di San Domenico con il suo classico rosone è rivolta verso il mar Grande e spunta tra i palazzi adiacenti dando il primo saluto ai diportisti. 
La navata interna ha sui due lati quattro cappelle e in una di queste è dedicata proprio alla Vergine Maria Addolorata e San Domenico. 

Nonostante ci fosse altro da vedere sono andata direttamente lì come attirata da un richiamo. Come tarantina nel cuore e nell'anima non sfuggo alla forte percezione di dolore che evoca il volto di Maria con la statua di Gesù Cristo ai suoi piedi.
Resto ancora una volta alcuni minuti ad osservarla con sconforto e a guardare il cuore trafitto nella sua mano.


La statua dell'Addolorata si trova nella Chiesa di S. Domenico Maggiore 

Concludo pensando che 

I due edifici religiosi hanno la particolarità di essere portatori di due sentimenti diversi per i tarantini. 
La Cattedrale di San Cataldo è sinonimo di gioia, di miracoli, di grandi festeggiamenti, la Chiesa di San Domenico è vissuta invece in un momento di tristezza e di morte. 

Bene, se venite a Taranto aggiungete sulla lista delle cose da vedere questi due gioielli di Taranto che vi consiglio di visitare durante il Tour Falanto con l'apecalessino, così come ho fatto io. 

3 luglio 2020

Ricomincio da 3: Ada Tour si presenta con l’itinerario tra le masserie di Crispiano per esaltare l'enogastronomia pugliese

piatto di cibo tra ulivi e vigneti


Non vedevo l'ora di parlarvi del tour Ricomincio da 3 a cui ho partecipato e che mi ha portato in giro per le masserie di Crispiano nella Puglia delle Gravine. Una giornata all'insegna della lentezza ad assaggiare vini bio ed olio extravergine di oliva seguendo l'itinerario proposto da Ada Tour, il nuovo tour operator nato nel periodo del lockdown.

Chi mi segue da tempo sa che conosco già questi posti che si possono visitare con il tour delle 100 masserie, questa volta però si è ampliata l'offerta legandola alle degustazioni enogastronomiche locali. Questo abbinamento si è rivelato vincente e vi dico perché.

26 giugno 2020

Cosa fare a Taranto, un giro in barca a vela con aperitivo con la Ionian Sea

Profilo di Taranto vista dal mare

Se vi state chiedendo cosa fare a Taranto sono qui per darvi una risposta.
Salire su una barca è sempre un'emozione per me che ho il mare nel cuore e se poi è una barca a vela l'emozione diventa più forte. 
Immaginatevi cosa ho provato salendo sull'Adelante, la barca a vela della flotta della Ionian sea di Taranto per il tour "Taranto vista da terra e dal mare" organizzato dalle Travel blogger italiane

Sono stata pervasa da una gioia immensa che mi ha accompagnata per tutta l'escursione durata oltre due ore.

La Ionian Sea, l'azienda nautica per vacanze da sogno

Parlo di Giovanni De Pasquale come se lo conoscessi da sempre, perché questo è l'effetto che fa la calda accoglienza di un giovane imprenditore tarantino che nel 2011 ha deciso di cambiare la sua vita da sempre dedicata al mare. 

Ha costituito la sua azienda convinto che questa fosse la strada giusta da prendere, cioè un'alternativa non più legata ai soliti stereotipi di lavoro proposti da cinquant'anni a Taranto. 
Nasce così la Ionian Sea Service srl, con una offerta turistica innovativa per la città. 

È una società di charter unica in Puglia, per vacanze ed escursioni in barca a vela o in catamarano, barche a motore con e senza equipaggio, yacht di lusso e caicchi
La barca a vela che ci aspetta per il tour è l'Adelante, un natante con 3 cabine e 6 posti letto.

Brochure per charter barche
L'offerta completa della Ionian Sea la trovate sul sito ufficiale
Il racconto della mia esperienza è solo d’ispirazione perché la Ionian sea ha un'offerta ampia e potete decidere se fare solo un'escursione semplice di un paio d'ore, una giornata intera, oppure un weekend o addirittura fare una crociera per una esclusiva vacanza di lusso che vi porterà fino alle coste della Grecia, Croazia e Turchia.

Le emozioni di un tour in barca a vela: Adelante!

Ci stacchiamo dalla banchina e alla velocità di 3 nodi navighiamo verso l'uscita del porto di Taranto. La città vecchia sfila davanti ai nostri occhi mostrando il suo skyline inconfondibile: l'alta ringhiera a cui sono addossate le case, alcune abbandonate altre ristrutturate.

La facciata della Chiesa di San Domenico Maggiore spunta tra il palazzo Pantaleo e la scuola Consiglio mentre il dipinto su ceramica di Falanto ed Etra riportano ai tempi della fondazione di Taranto. Passiamo davanti alla Capitaneria di Porto fino al Castello Aragonese. 
Ma il momento più bello deve ancora venire. Appena fuori dal porto, assistiamo all'apertura del fiocco, la vela a prua, e veleggiamo verso le isole Cheradi di San Pietro e Paolo

Un momento emozionante e divertente del giro in barca a vela. Tentavo di mantenere la rotta!
L'escursione sull'Adelante non è un semplice giro in barca a vela. Se aggiungete le piccole pillole di Giovanni sui termini nautici e i 5 minuti concessi al timone per cercare di mantenere la rotta (cioè far finta di pilotare), è un'esperienza fantastica. 

Mi sono sentita per un attimo Cristiana Monini ma forse sto esagerando. Però non esagero se dico che la sensazione di libertà è immensa e una quiete mentale sconfinata fino all'ultimo neurone si impossessa di me. 
Con i capelli accarezzati dal vento e una distesa di azzurro davanti, Adelante mi culla dolcemente e lentamente mi conquista.

Le coccole non finiscono qui. Il tour prevede un aperitivo freddo con prodotti tipici pugliesi, mozzarelle, focaccia, tarallini, friselline con il pomodoro, che gustiamo con molto piacere innaffiato da un fresco ed ottimo vino rosè. 


Friselline pugliesi con pomodoro
Le frisselline pugliesi per l'aperitivo sull'Adelante, barca a vela della Ionian Sea di Taranto
Brindisi con calici di vino
Il brindisi finale per salutare l'Adelante, la barca a vela della Ionian Sea di Taranto
Con un'atmosfera allegra e piena di risate, immagino già quanto sarebbe divertente e indimenticabile festeggiare sulla barca un addio al nubilato o un romantico anniversario di nozze davanti ad uno dei favolosi tramonti di Taranto. 

Il tempo vola sull'acqua e rientriamo con molta calma puntando la prua verso il ponte girevole
Lo sguardo indugia ancora sul profilo di Taranto: l'alberato lungomare, la macchia rossa del palazzo del governo, il saluto dei due marinai. Spettacolo puro. 

Si scende con molto dispiacere da parte mia.
Penso che sarebbe stata una bella avventura andare sulla rotta dei delfini ma questo me lo riservo per la prossima volta, magari facendo prima un corso base di vela proprio con Giovanni alla Ionian Sea.

Tutto questo potete farlo anche voi. Ora non ci sono scuse, vi ho dato una bella idea su cosa fare a Taranto?


*in collaborazione con la Ionian Sea