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14 aprile 2018

Puglia:da Porto Selvaggio a Galatina in un giorno


Parco naturale di Porto Selvaggio


Non potete immaginare quante volte ho desiderato andare a Porto Selvaggio, una delle più belle spiagge del litorale ionico salentino, in Puglia.
Quante volte ho sentito parlare da amici e parenti di questo meraviglioso posto dalle acque cristalline e dalla fitta pineta incontaminata.

Mi sono sempre accontentata di guardare le foto postate sul web, sui social, immaginando che prima o poi sarebbe arrivato il momento di andarci. 

Ed ora che ci sono ho deciso di fare un itinerario che da Porto Selvaggio mi porta a Galatina. 

Porto Selvaggio, la costa ancora wild della Puglia

Porto Selvaggio è una perla della costa salentina che in questo tratto si presenta frastagliata e rocciosa, come un merletto di Burano cucita sul bordo di un tessuto prezioso. 

A ridosso di essa si trova la rigogliosa vegetazione di Pini d'Aleppo e di bassa macchia mediterranea che nell'insieme le conferisce un paesaggio decisamente selvaggio

Per salvaguardare la sua bellezza ancora intatta, dal 2006 con la Palude del Capitano, è un parco naturale regionale ed è nella lista dei “100 luoghi da salvare” del Fondo per l'Ambiente Italiano.



Il suo territorio ricade interamente nel comune di Nardò, precisamente tra Sant'Isidoro e Santa Caterina, a sud di Porto Cesareo. 
Chi è stato già in vacanza in Puglia da quelle parti, conosce bene di quali località meravigliose sto parlando.

A prima vista il luogo può sembrare inaccessibile, e un pochino lo è se si decide di godere del mare andando fin giù nelle conche, ma ne vale veramente la pena.

Io ho voluto fare una escursione con una guida locale per conoscere più a fondo la sua storia.
In questo territorio, nella metà degli anni '70, si pensava di stravolgere il paesaggio con insediamenti turistici di grande impatto ambientale contro i quali ci fu la massiccia opposizione degli ambientalisti. 

La protesta sfociò in un terribile fatto di sangue. La morte violenta di Renata Forte, all'epoca Assessora alla Cultura del Comune di Nardò nel 1984 calmò le acque ed oggi possiamo godere di questo grande patrimonio naturale.

Il parco ha un immenso valore naturalistico e archeologico, vista la presenza di ventitré grotte situate a varie quote, anche a diciassette metri sotto il livello del mare. 

La guida ci porta ad una di queste grotte percorrendo in salita una stradina sterrata che si snoda attraverso la vegetazione ricca di piante di fichi d’india e agavi, incastonate nelle rocce a picco sul mare.

La fitta pineta di Porto Selvaggio


La giornata non troppo fredda né troppo calda rende meno pesante la salita. Il leggero venticello che diffonde nell'aria  i profumi intensi delle piante della macchia mediterranea e l'odore salmastro del mare diventano piacevoli sensazioni. 

La Torre dell'Alto, la leggenda della dannata

Proseguiamo salendo ancora verso la parte più alta dove svetta la Torre dell’Alto, posto su uno sperone di roccia a cinquanta metri sul livello del mare.
La Torre del XVI secolo, come tutte le altre costruite sulla costa, aveva una funzione difensiva dagli attacchi provenienti via mare.
Il luogo dove sorge la torre è chiamato anche dirupo della dannata.

La storia mista a leggenda che circola sulla torre attira la mia attenzione. 

Si narra che una giovane fanciulla di Nardò si gettò da questo dirupo il giorno prima del matrimonio per sfuggire allo ius primae noctis, una abominevole pratica perpetrata dai signorotti.

Il matrimonio della ragazza era fissato per i primi di aprile e già verso la fine di marzo Giangirolamo Acquaviva, duca di Nardò e conte di Casamassima, reclamò il diritto di trascorrere la prima notte di nozze.  

La ragazza, distrutta da questa notizia e non volendosi sottomettere, mise il vestito da sposa e cercò la morte verso il mare gettandosi giù dal dirupo.
Pare che la notte si sentano ancora i lamenti della giovane sposa. 



Galatina, la Cattedrale e il pasticciotto

A circa venticinque chilometri da Porto Selvaggio, verso est, si trova Galatina.
Sono sempre in provincia di Lecce e il motivo principale della visita in questa località è la Cattedrale di Santa Caterina d’Alessandriaun grande capolavoro d'arte e candidata come Patrimonio dell'Unesco.

Ho scoperto che Galatina ha qualcosa in comune con Taranto.

Bisogna andare indietro di seicento anni, alla fine del 1400. Raimondo Orsini del Balzo, detto Raimondello, era Signore di Galatina e dopo aver sposato Maria D'Enghien, su consiglio di Luigi I D'Angiò, diventò anche Principe di Taranto.  

Fu proprio Raimondello a far erigere la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria su una preesistente chiesa bizantina.  

Pare che di ritorno da una delle crociate, a cui prese parte, passò dal Monte Sinai per rendere omaggio al corpo mummificato di Santa Caterina. 
Prima di ripartire baciò la mano della santa, le staccò un dito con un morso e lo nascose in bocca portandoselo in patria.
Questo dito santo ora è conservato in un reliquiario d’argento insieme al tesoro della Basilica.

Cosa ha di particolare la Cattedrale di Santa Caterina d'Alessandria?

Entrando il mio stupore è immediato: un continuo di cicli di affreschi ricopre l’interno delle tre navate. È difficile credere che un simile capolavoro sia stato fatto tanti anni fa. 

Per seguire il ciclo della storia di Maria, della vita di Santa Caterina e delle Genesi bisogna tenere la testa alzata e ruotarla continuamente. È uno spettacolo straordinario dipinto da mille colori. 





Non sono una brava fotografa, uso il mio cellulare, ma sono convinta che anche la migliore macchina fotografica non può catturare la sensazione che si prova nel vederla dal vivo. 

Oltre che per l'eccellente Cattedrale, Galatina mi ha sorpreso per la quantità di opere d'arte che conserva, per la sua storia, per le tradizioni e per il centro storico che ho trovato molto elegante.


Tra le altre cose che volevo assolutamente fare a Galatina era assaggiare il famoso bocconotto, il dolce tipico salentino fatto di pasta frolla e ripieno di crema. Pare che il creatore di questa dolce sinfonia, Ascalone, fosse proprio di Galatina. 

Vi consiglio di fare un salto all'omonima pasticceria, nel centro storico, per gustarlo. Mi ringrazierete. 


6 commenti:

  1. Molto carino il tuo articolo. Le mie origini arrivano da laggiù, luoghi, colori e profumi indimenticabili. Lieta che tu abbia parlato, e ben raccontato con aneddoti, non solo di Porto Selvaggio ma anche di Galatina. ��

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    1. Grazie Alice, mi fa piacere che ti sia piaciuto. La Puglia è meravigliosa, tutta.

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  2. Che spettacolo. Peccato che ad agosto questi posti sono praticamente inaccessibili a causa della marea di gente. Ho i nonni pugliesi, di Foggia ma la zona del Salento non la conosco proprio purtroppo!

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    1. Da Foggia al Salento è un altro viaggio ed in agosto questi posti non sono davvero praticabili

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  3. io ho letteralmente adorato porto selvaggio, le sue scogliere, le sue acque sorgive, la sua autenticità e la poca vetrina artefatta dell'uomo. La preferisco a qualsiasi zona del salento :)

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    1. Molti restano incantati per la sua natura intatta, per fortuna è un luogo protetto.

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