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22 giugno 2018

Viaggio in camper verso Budapest: Medjugorje, Mostar e le cascate di Kravice


Viaggio in camper nella Bosnia Erzegovina a Medjugorje

È passato qualche anno da quando decidemmo di partire da soli con il camper per un itinerario che avrebbe visto come tappe Medjugorje, Mostar, le cascate di Kravice per raggiungere poi Budapest
Avevamo sempre viaggiato in compagnia di altri equipaggi ma questa volta non c'era stato modo di trovare un accordo su una destinazione comune.

La motivazione principale era data dal fatto che, partendo da Taranto, non volevamo attraversare tutta l'Italia. Pensammo, allora, di fare un itinerario a cerchio, imbarcandoci sul traghetto dal porto di Bari e ritornando via terra. 

Avevamo a disposizione solo diciassette giorni e non ne volevamo sprecare nemmeno uno.
Lo so che state pensando che diciassette giorni sono tanti, ma vi assicuro che con il camper non lo sono, per cui volevamo ottimizzare tutto il tempo.

Nel 2013 l'itinerario che avevamo preparato lo ritenevamo un po' pericoloso da affrontare da soli per le recenti guerre che si erano svolte in quel territorio. 
Alla fine, ci siamo resi conto che i nostri timori erano infondati.


Viaggio in camper verso Budapest: prima sosta a Medjugorje


Medjugorje

Abbiamo imbarcato il camper dal porto di Bari la sera alle 22.00 e siamo arrivati la mattina alle 8.00 a Dubrovnik per poi raggiungere il campeggio Zemo a Medgjugorje. 

Nel tratto di strada che ci ha portato a Medjugorje abbiamo incontrato un paesaggio un po' desolato. Ogni tanto sulle strade, devo dire abbastanza percorribili, incrociavamo piccoli banchetti di frutta e qualche pattuglia di polizia che alcune volte ci mettevano agitazione, pur senza motivo.

Premetto subito che a Medjugorje bisogna andare con convinzione perché a prima vista la miriade di negozi di souvenir e ristoranti disorienta. Il turismo religioso contribuisce al commercio di cianfrusaglie e cineserie. 
Bisogna andare carichi di fede, accompagnati dalle persone giuste, altrimenti è come svegliarsi nel paese dei balocchi.

La decisione di andare nella città delle apparizioni della Madonna non era nata dalla mia curiosità di veder il luogo delle apparizioni ma da una missione che mi ero prefissata di portare a termine.


Medjugorje

Ero diventata tutor di una ragazza disabile e per la prima volta mi stavo confrontando con un mondo diverso che fino ad allora non avevo considerato.

Una ragazza di vent'anni che frequentava brillantemente l'università ma che, per problemi genetici, dalla nascita era costretta a stare su una sedia a rotelle completamente dipendente dagli altri.

Decisi di andare a Medjugorje al suo posto, convinta, nella mia sincera ingenuità, che avremmo potuto chiedere un 'piccolo aiuto'.

Ci ho creduto davvero quando sono salita sul monte delle apparizioni, a Podbrdo. Davanti alla statua della Madonna Regina della Pace, nel più assoluto e incredibile silenzio, nonostante le centinaia di persone, ho pregato con fervore avendo la mia amica al telefono.
Lei ora non c'è più ma, a modo mio, sono ancora una credente.


Viaggio in camper verso Budapest: Mostar

Andare a Mostar è stato inevitabile.

Il pensiero che questa gente era appena uscita dalla guerra mi turbava e capire come si stava organizzando la città mi ha spinto a fare una visita. 
È stata una visita di tre ore accompagnati da una guida del campeggio.


ponte su un fiume a Mostar


È stato troppo poco il tempo che avevamo a disposizione. Vi invito, invece, ad una permanenza più lunga perché Mostar merita davvero. Troverete un insieme di stili architettonici, un intreccio tra occidente e oriente, che si fondono per dare vita ad una città bella e di grande suggestione.

Nonostante alcuni palazzi portassero ancora i segni dei bombardamenti, mi confortava vedere che il centro storico era tornato a vivere. 
Basta andare nella Kujundziluk, una via piena di botteghe artigianali e negozietti colorati che attirano turisti e visitatori.


strada con negozi e turisti a Mostar

Il simbolo di Mostar è Stari Most, il ponte vecchio che unisce le rive del fiume Neretva. Fu costruito nel 1565 da Solimano il Magnifico, ora è Patrimonio dell'Unesco.
Il ponte fu distrutto durante la guerra tra i serbi e i bosniaci perché ritenuto, erroneamente, un punto strategico.

È stato poi ricostruito sotto l'egida dell'Unesco e con i fondi internazionali, per i quali l'Italia ha contribuito maggiormente.
Ci sono volute 1088 pietre lavorate con le tecniche dell'epoca per portare a termine il lavoro. 

Le pietre sono molto consumate per cui bisogna stare molto attenti a non scivolare.

Mostar


Con il ponte, durante la guerra, anche la Moschea di Koski Mehemed-Pashà è andata completamente distrutta e in seguito anch'essa è stata ricostruita. 
Ciò che era rimasto intatto è la fontana per le abluzioni in cui avveniva il lavaggio rituale per la purificazione spirituale. 

Una fortuna nel caldo di agosto poter usufruire di acqua fredda.


Viaggio in camper verso Budapest:le cascate di Kravice

Le cascate di Kravice ripagavano il paesaggio poco attraente incontrato fino a quel momento.

Cascate di Kravice

Ad un tratto le acque del Trebizat, affluente del Neretva, si diramano ad arco tra il verde della boscaglia e si tuffano da 30 metri regalando uno spettacolo inaspettato.

Pur essendo agosto, per fortuna il posto non era molto affollato 

C'era chi attraversava la passerella che unisce le due sponde, chi faceva il bagno e chi, come me, si godeva la frescura dell'acqua schiumosa, seduta a guardare le meraviglie della natura e davanti ad una birra ghiacciata.

passerella su Cascate di Kravice


Due giorni e via, partenza per Budapest attraversando la Serbia. 
Ci avevano sconsigliato di fermarci a Sarajevo e in qualunque altro posto nei dintorni. Decidemmo di fare tutta la strada senza soste fino alla prima città dell'Ungheria. 
Esattamente ci vollero otto ore per arrivare a Pécs di cui vi racconterò in un altro post.

Concludo pensando che

Ogni volta che riparto da un luogo visitato, i miei pensieri cominciano ad affollarsi per essere messi in ordine, partendo dai momenti e dalle situazioni che prima di qualunque cosa hanno colpito la mia immaginazione e il mio cuore.

Non potevo fare a meno di concentrare le mie riflessioni sul quello che era stato il recente passato di questa terra - così vicino a noi - dilaniata da una guerra civile che ha visto la popolazione disgregarsi per motivi etnici e religiosi. 
Lo ritenevo assurdo. 

Mi rendevo conto di aver percepito ancora questo dissapore religioso tra i cattolici e i mussulmani proprio a Medjugorje, cosa che mi aveva turbato e stupito non poco.

Tralascio qui i miei commenti sul senso di spiritualità che si respira e sulla verità delle apparizioni che a tutt'oggi pare siano ancora 'attive'.

Ognuno di noi ha il diritto di credere o non credere.

Bosnia Erzegovina paesaggio

Mentre ero assorta in queste mie considerazioni, per un attimo avevo dimenticato che stavo viaggiando nel cuore della Bosnia Erzegovina e che costeggiando il fiume Neretva, il paesaggio era completamente cambiato.

La natura mi stava di nuovo regalando scene da lasciarmi senza fiato.

Mi rilasso e con la mente ero già alla successiva tappa in Ungheria.
Non vedevo l'ora di arrivare a Budapest. 


19 commenti:

  1. Aldilà delle convinzioni religiose (io sono buddista), credo fortemente nel valore delle preghiere e delle azioni, soprattutto se hanno una motivazione forte come quella che avevi tu. Sono certa che qualcosa nell'universo si è mosso, perché tu per prima ti sei mossa. Gli esseri umani del resto sono fatti della stessa materia dell'Universo :-)

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    1. Grazie per queste parole. Si, sicuramente qualcosa si sarà mosso ma non so da che parte sia andato.

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  2. Sono molto affascinata dai viaggi di fede: credo ci sia davvero un'energia particolare in certi luoghi che li rende davvero speciali, al di là delle convinzioni o del credo religioso.

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    1. Anche se non è stato proprio un viaggio legato completamente alla fede, credo anche io che ci siano posti che hanno un non so che di speciale.

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  3. Mi hai fatto venire la pelle d'oca con il tuo racconto su Medjugorje. Un gesto che ti fa davvero tanto onore e che è il riflesso del tuo grande cuore Maria. <3

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    1. Grazie Simona per questo tuo commento e per la stima nei mie confronti.

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  4. I Balcani mi affascinano molto e il vostro percorso verso Budapest è davvero interessante.

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    1. Si questo itinerario è davvero interessante e oggi lo rifarei con una consapevolezza diversa.

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  5. Ho tantissima voglia di Balcani ultimamente.

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    1. Allora vai Giovy, sicuramente ne sarai affascinata.

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    2. vai vai vai Giovy, sono posti speciali!

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  6. Ti faccio tanti complimenti per la motivazione che hai avuto per la visita a Medjugori. Mi è piaciuto molto l’itinerario, viaggiare in camper dev’essere bello

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    1. Ti ringrazio. Viaggiare in camper per me è libertà assoluta e bisogna anche avere spirito d'avventura

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  7. La guerra balcanica è finita ormai da tanti anni, in realtà, ma la sensazione è che gli strascichi non se ne andranno mai... Peccato tu non sia andata a Sarajevo. La prossima volta fallo, se potrai. è lì il cuore pulsante della storia <3

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    1. Non so se avrò la possibilità di andarci ma sicuramente la prossima volta non me la faccio scappare

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  8. Non so dove abbia sbagliato, ma qualcosa si è andato perso. Non importa. La prossima volta, se avrai modo e tempo, allunga fino a Sarajevo. è lì che si respira la vera storia balcanica!

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    1. Non ti preoccupare assolutamente. Sicuramente ci sarà stato un errore ed è andato perso il tuo commento. Abbiamo solo sfiorato Sarajevo perché ce lo avevano raccomandato di non andarci. Forse non avremmo dovuto ascoltare.

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  9. Ho visitato tutte e tre i posti. Le cascate Kravice una meraviglia della natura, davvero magiche. Mostar è una città toccante e lacerata, impossibile rimanere indifferenti. Medgjugorje, invece, mi è sembrata un po' troppo turistica, ma sarà che sono atea e non riesco a cogliere il lato spirituale :)

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    1. Anche io ho avuto l'impressione che è troppo turistica e non sono atea. A Medgiugorje bisogna andare con uno spirito diverso e con le persone giuste, secondo me.

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