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4 novembre 2018

Visitare Napoli e il rione Sanità: cosa vedere in un itinerario a piedi



Sono partita per Napoli con l'intenzione di visitare il rione Sanità che mi ha sempre suscitato un certo interesse misto a curiosità. 

Ritorno sempre volentieri a Napoli per vivere quel tocco di napoletanità che a lungo andare mi manca e non solo per andare a trovare i miei amici. 
Poi, quando mi hanno proposto di alloggiare al B&B Napul'è, nel cuore del rione a due passi da via della Sanità, ho subito accettato perché volevo vivere il quartiere in ogni sua sfaccettatura.

Palazzo nel Rione Sanità a Napoli



Nel rione Sanità: la via delle Vergini e il mercato rionale

La prima volta che si va a Napoli si esclude la visita al rione Sanità. C'è così tanto da vedere che non si fa in tempo e si è più che giustificati.

Sapete bene che è un rione considerato a rischio e che ha fatto parlare di sé per motivi legati a vicende poco chiare ma quello che risalta più di ogni altra cosa è la sua vivacità, a partire da via delle Vergini.

Non credo di aver mai visto uno scenario come quello che si è presentato davanti ai miei occhi. Stavo osservando un brulichio di persone che si muoveva da una bancarella all'altra, tutte colorate e colme di ogni tipo di merce in bella vista. 

Non c'era fretta in loro, c'era un ordine sparso ma caotico. Sembra un controsenso ma era quello che stavo vedendo. 

Le bancarelle della frutta e verdura sono le più vistose per i colori e la disposizione della merce trattata come se fosse un oggetto prezioso. Su ognuno di loro i cartelli dei prezzi e la descrizione dei prodotti, a volte molto bizzarri e fantasiosi, completano l'esposizione. 

Le voci chiassose dei venditori, come canti di sirene, richiamano i passanti ed io sono lì ferma a guardare, ipnotizzata e imbambolata, come una spettatrice inerme in un quadro di Dimitri Salonia.

Il mercato di vie delle Vergini è qualcosa di stupefacente e in quell'istante, fotogramma per fotogramma, mi stava mostrando la vera vita del quartiere. 

Il mercato si fa ogni giorno compreso la domenica e non si ferma nemmeno con la pioggia.


Una delle bancarelle del mercato del rione Sanità a Napoli. 

In via della Sanità: Ciro Poppella e Totò

Attraversando il mercato, da via delle Vergini, si imbocca via Arena della Sanità e dopo qualche isolato ci si trova davanti alla pasticceria più conosciuta del rione e credo anche di tutta Napoli.

Era qui che volevo arrivare, al numero civico 28/a, alla Pasticceria Poppella di Ciro Scognamillo. 

Una sosta da non perdere per i golosi e non per assaggiare una sfogliatella o un babà ma per gustare il celebre dolcetto fiocco di neve inventato da Ciro. 

Il fiocco di neve è una leggera e impalpabile crema di ricotta, panna e latte racchiusa da una brioche che scivola giù per la gola lasciando un senso di godimento voluttuoso che ti spinge a riprovarlo.

Ammetto che Ciro è un ottimo padrone di casa e tratta i suoi clienti come se li conoscesse da sempre. Disponibile a fare due chiacchiere e a raccontare la sua storia. 

Questo è un lato che adoro della napoletanità, quella che si chiama buona creanza, fatta di modi gentili e sorrisi.

Alla Pasticceria Poppella con Ciro Scognamillo al Rione Sanità
Ciro Scognamillo della pasticceria Poppella che si trova nel rione Sanità a Napoli

L'itinerario a piedi che segue via della Sanità mi porta verso il personaggio più famoso del rione, il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, nato tra i vicoli di questo quartiere popoloso e povero. 

Per trovare la sua casa bisogna inoltrarsi nelle stradine interne, passare tra i palazzi decadenti colorati dai panni stesi e edicole votive.
Rivedere i luoghi dove è cresciuto l'attore che mi ha fatto passare tante serate spensierate guardando i suoi film, mi commuove.

Entro cautamente nel portone in penombra, illuminato solo dalla luce che arriva dal tetto. Pensavo di trovare un museo  dedicato all'artista. Nulla di tutto questo. Resto stupita e delusa nel trovare quel luogo abbandonato a se stesso. 

Certo, se lui potesse, dedicherebbe a questo contesto una delle sue meravigliose e intense poesie.
Per ora mi piace ricordare questa sua frase: 
"Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire"

E allora aspettiamo ancora, caro Totò.
Uno dei tanti murales che arricchiscono il rione Sanità 


Il barocco napoletano, dal Palazzo Sanfelice alla Basilica di Santa Maria della Sanità

Quello che oggi viene considerato un rione povero, non lo era nei tempi passati. Si trovano ancora palazzi nobiliari che hanno perso forse il prestigio di una volta, ma che restano ancora strutture architettoniche di grande pregio. 

Uno di questi è il Palazzo Sanfelice, costruito agli inizi del 1700 da Ferdinando Sanfelice, che si trova in via della Sanità 2. 

Il palazzo Sanfelice e il Palazzo dello Spagnolo, in via delle Vergini, fanno parte degli edifici monumentali barocchi del centro storico di Napoli.

Nonostante lo stato di abbandono in cui sembrano versare esternamente, sono ancora edifici affascinanti con le loro facciate interne ricche di archi a vista sul cortile. 


La facciata del Palazzo Sanfelice  è simile a quella del Palazzo dello Spagnolo. Entrambi si trovano nel rione Sanità.

Proseguendo su questa via si arriva in piazza della Sanità dove si trova la Basilica di Santa Maria della Sanità, un edificio del 1600 con tutte le caratteristiche dello stile seicentesco del barocco napoletano.

Mi soffermo a guardare l'interno ricco di particolari molto scenici e pomposi. Non pensavo di trovare tale imponenza anche se avrei dovuto aspettarmelo visto che si parla di barocco napoletano.
È interessante notare come sia tenuta bene e come i parrocchiani abbiano molta cura e rispetto.

La pianta della Basilica è a croce greca con tredici cappelle ricche di affreschi e statue.

Due grandi scalinate portano al presbiterio che ha inglobato la precedente basilica paleocristiana dalla quale si accede alle catacombe di San Gaudioso.




Particolari interni della Basilica di Santa Maria della Sanità.

Il mio itinerario a piedi nel rione Sanità di Napoli finisce qui, e, come al solito, mi resta da trarre solo le conclusioni personali.

Concludo pensando che..

Nel rione Sanità non bisogna distrarsi un attimo per la velocità dei movimenti, dei suoni e delle voci. È un susseguirsi continuo di parole e di musica.

È un dilagare di veicoli, tra auto e moto che spuntano all'improvviso da ogni parte rischiando di essere travolti. 


I vicoli del rione Sanità sono la vita vissuta del quartiere.

È un quartiere, come altri nel centro storico di Napoli, dove le numerose edicole votive sono più curate dei portoni delle abitazioni, segno di devozione religiosa popolare che si è radicata sin dai tempi di Carlo III di Borbone.

È visibilmente un quartiere popolare e pressoché degradato a dispetto del nome, Sanità, che gli venne dato perché, trattandosi di una zona fuori le mura della città, l'aria era più salubre e per questo destinato ad accogliere inizialmente famiglie nobili e facoltosi borghesi. 

Per fortuna oggi la voglia di riscatto è grande. 

Nel 2006 è nata la Cooperativa Sociale La Paranza con l'intento di iniziare un cammino di autosviluppo mettendo a disposizione del rione Sanità le loro singole esperienze "non per cambiare città, ma per cambiare la città". 


4 commenti:

  1. Maria, bellissimo questo articolo. Hai ragione quando dici che il Rione Sanità viene spesso saltato qua do sì visita Napoli. Io stessa ci sono passata velocemente solo una volta e avrei voglia di approfondire. Seguirò sicuramente il tuo itinerario, mi sarà prezioso!

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    1. Non ti nascondo che avevo un certo timore e mi guardavo sempre intorno. Invece, bisogna lasciarsi andare e ti consiglio di andarci la prossima volta.

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  2. Durante la mia visita a Napoli mi sono solo affacciata al rione Sanità dal bus City Sightseeing: troppe cose da vedere in troppo poco tempo! Di sicuro ci dedicherò almeno mezza giornata la prossima volta, e poi le sfogliatelle sono una tentazione troppo grande ;)

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    1. Non solo le sfogliatelle!!! Si, ci vuole almeno una mezza giornata, l'altra dedicala ai quartieri spagnoli.

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