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18 dicembre 2018

Perché ci scambiamo i regali per Natale?


I regali di Natale sotto l'albero
foto di Pixabay
Perché ci scambiamo i regali a Natale? 

Me lo chiedevo da un po' di tempo e non riuscivo a darmi una spiegazione se non riconducendola ai Re Magi che portano i doni a Gesù Bambino.
Finché, per caso, mi sono imbattuta in un articolo pubblicato su un giornale del 1997(non proprio recente, eh! Ma a volte capita) che parlava di regali utili e inutili che mi ha tolto ogni dubbio.

Per trovare una risposta a questa domanda, dobbiamo andare indietro fino ai tempi dei Romani e ai festeggiamenti dei Saturnali che si celebravano dal 17 al 23 dicembre di ogni anno in onore del dio Saturno. 

I festeggiamenti avvenivano nel periodo del solstizio d'inverno che è in prossimità delle feste di Natale e Capodanno. 

I Romani erano soliti scambiarsi dei ramoscelli dedicati a Strenia, la dea portatrice di fortuna e felicità e dal cui nome deriva appunto la parola strenna, ovvero regalo di buon augurio. 

Quindi, non c'entra nulla Babbo Natale con la questione dei regali perché l'usanza di scambiarsi regali risale alla notte dei tempi!
E allora, mi chiedo, come abbiamo fatto a farlo diventare il dispensatore dei regali natalizi? 

Babbo Natale a Massafra in Puglia


Babbo Natale vs San Nicola 

In qualche modo Babbo Natale entra nella storia a partire dal 1300 quando il nostro caro amico dalla barba bianca altri non era che San Nicola, un vescovo vissuto in Turchia. 

Ci sono varie leggende che circolavano nel Medioevo intorno a San Nicola e qui ne riporto solo tre anche se per le ultime due non vedo una vera attinenza.

La prima leggenda racconta che un giorno egli aiutò un povero, lasciando cadere lungo la strada alcune monete che nella tradizione sono poi hanno simboleggiato i regali.

Nella seconda, la più nota, si narra che il giovane vescovo di Myra salvò tre prostitute facendo recapitare in segreto tre sacchi d'oro al padre delle ragazze che così si liberò dai debiti e poté fare la dote alle figlie.

La terza leggenda è macabra.
Parla del proprietario di una locanda che aveva fatto a pezzi tre ragazzini e poi li aveva messi sotto sale per servire la carne agli inconsapevoli clienti. San Nicola, oltre ad aver scoperto l'orribile fatto, resuscitò le vittime. 

Secondo queste legende San Nicola da allora diventò protettore delle ragazze in cerca di marito e dei bambini. 

San Nicola da Bari mentre entra nella Basilica


Alla morte del Santo, il culto di San Nicola da Bari si era diffuso in tutta l'Europa, soprattutto in Olanda dove era chiamato Santa Claus, e proprio gli immigrati nordeuropei gli fecero attraversare l'Atlantico portandolo in America dove le cose si complicarono abbastanza.
La figura di San Nicola venne interpretata secondo le loro usanze e tradizioni che non avevano nulla a che fare con le tradizioni cristiane. 

Ed ecco che negli anni '50, con una trovata commerciale, diciamo una geniale pubblicità, la Coca Cola trasformò Santa Claus nel simpatico e rassicurante vecchietto vestito di rosso che conosciamo oggi, riportandolo prepotentemente in Europa.
Secondo me Babbo Natale, stufo di questo sballottolamento, decise di trasferirsi definitivamente a Rovaniemi in Finlandia.

Quindi, riepilogando. 
I regali li scambiamo perché i Romani lo hanno deciso più di duemila anni fa.
Babbo Natale non era Babbo Natale ma poi gli americani lo hanno fatto diventare Babbo Natale.

Perché i regali li mettiamo sotto un albero pieno di ghirlande e luci? 

Altra domanda che non aveva risposta per me.

Senza scomodare gli antichi greci e poi i romani (sempre loro) che consideravano l'abete un albero sacro, pare che i primi a onorare seriamente l'abete furono i Celti, in quanto consideravano questa pianta sempreverde un simbolo di vita e di luce
Proprio perché sempreverde, i suoi rami erano usati nel Medioevo per comporre ghirlande mentre il tronco si bruciava nell'attesa della primavera, il cosiddetto ceppo di Natale. 

Tutte le tradizioni pagane furono trasferite nella tradizione cristiana e l'abete illuminato ha simboleggiato il Cristo, portatore di nuova luce

Dobbiamo arrivare al 1441 per trovare le prime tracce di un albero vero e proprio.
Secondo alcune fonti, a Tallin, nella piazza del municipio donne e uomini giravano intorno ad un albero per propiziarsi un matrimonio. 

Nel 1611, in Germania, la duchessa di Brieg iniziò la tradizione di addobbare l'albero, così come lo intendiamo oggi e nel 1940 lo troviamo in Francia con l'albero della duchessa d'Orleans.

In Italia, nella seconda metà dell'800, la regina Margherita fu la prima ad addobbare un albero di Natale al Quirinale e di lì si diffuse in tutto il paese. 

Certo, non venivano ornati di palle e ninnoli vari come facciamo oggi, ma di frutta fresca, frutta secca e fiori. 

Queste, invece, sono le foto dei bellissimi e creativi alberi di Natale messe a disposizione dagli amici della pagina facebook di questo blog.  

Alberi di Natale addobbati dagli amici del blog Around me storrie di viaggi
 L'albero di Natale di Biagio Fiorillo.                                            L'albero di Natale di Dora Albanese 

Glia alberi di Natale degli amici della pagina facebook di questo blog
L'albero di Natale di Rossella Leo                                          L'albero di Natale di Maria Francesca Pugliese


Gli alberi di Natale addobbati dai fan della pagina facebook del blog Around me
L'albero di Natale di Antonella Elefante                                        L'albero di Natale di Artabec Lumina

A questo punto mi sorge un'altra domanda:perché si mettono i regali sotto l'albero? 
Ancora non lo so, perché io i miei regali li ricevevo per l'Epifania, cioè la manifestazione di Gesù ai Re Magi che, guidati da una stella cometa, portarono in dono oro, incenso e mirra, appunto dei regali.  

Per Natale ricevevo i vestiti nuovi e per la Befana i giocattoli con la calza dove potevo trovare carbone o dolci, tutto dipendeva da quanto ero stata buona durante l'anno. 
Io trovavo sempre dolci.


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20 commenti:

  1. Ho imparato qualcosa di nuovo che potrò raccontare ai miei figli (quando saranno cresciuti eh ! ora credono ancora a Babbo Natale1)

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    1. Sono felice per questo. Si, i tuoi bambini dovranno credere alla magia che si crea intorno a Babbo Natale finché è possibile. Buon Natale Evelina a tutti voi.

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  2. Pensa un po' che giro abbiamo fatto per arrivare a Babbo Natale e agli alberi! In effetti la tradizione di tutto questo è radicata nella storia più antica. Ma è anche vero che oggigiorno scambiamo regali e regali senza neppure sapere il motivo. Si fa perché tutti lo fanno, certo ci fa proprio onore come pensiero! Grazie per questo tuffo nel passato che dà maggiore consapevolezza del presente!

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    1. Simona leggendo quell'articolo di 30 anni fa, non si capiva mica che era stato scritto allora! Caspita, mi sono detta, è un articolo che tutt'ora va letto. Speriamo che mi arrivi qualche regalo fatto di emozioni come quello che desideri tu.

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  3. Molto interessante questo articolo! Anche io ignoravo totalmente il motivo per cui ci scambiamo i regali a Natale, e non ci ho avevo mai pensato molto. Interessante scoprire che questa è una tradizione trasmessaci dagli antichi Romani! Io, grazie ai racconti dei miei nonni, sapevo che fino a due generazioni fa era la Befana colei che portava i regali, poichè, come hai spiegato tu, Babbo Natale ancora non era conosciuto qui da noi :)

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    1. Cara Valentina, la Befana era una festa importante e non passava certo in secondo piano come ora. Per i bambini, e per i fidanzati, tutto ruotava intorno al 6 gennaio con l'attesa dei regali, giusto epilogo del periodo natalizio.

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  4. No vabbè Maria ma grazie! Ma quante cose ho imparato da questo post? Grazie davvero, tutto molto interessante!

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    1. È stata una scoperta casuale che ho voluto far conoscere.

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  5. Pensa tu quanto si può andare indietro nel tempo con le tradizioni quando invece siamo tutti convinti che risalgono solo "all" altro ieri"! (in senso metaforico ovviamente!) bellissimo post, davvero illuminante. Grazie per averlo condiviso.

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    1. Nessuna tradizione è recente. Viene solo adattata ai nostri tempi.

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  6. Mi piace questo tuo voler andare a fondo... Grazie per queste nuove informazioni su questa festa che coinvolge immancabilmente tutti, credenti e non credenti.

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    1. Hai ragione, volente o nolente siamo tutti coinvolti.

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  7. Insomma, è tutto un po' un mix di cose.. Io conoscevo a grandi linee la storia di San Nicola, di tutto il resto non sapevo nulla! Comunque anche io ho sempre trovato il dolce, da piccola ero ancora trattabile😁

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    1. Bambine buone e belle. Sono sicura che tu sei nata già con la simpatia innata.

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  8. Non me lo ero mai chiesta �� però grazie per aver scritto questo post, stasera lo racconterò ai miei figli.

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  9. E'stato un piacere leggere questo post, grazie c'è sempre da imparare.

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  10. Belle domande e interessanti risposte!
    Sapevo solo la storia della Coca Cola.
    C'è sempre da imparare ;-)

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