Janet Ross, la viaggiatrice dell'800 che amava la Puglia




Storie di viaggi di Around me blog
Janet Ross


Ci sono donne che si sono distinte in vari campi nei tempi addietro, tra queste una donna in particolare che ho incrociato più volte nelle escursioni in terra ionica. 
Si tratta di Janet Ross, la viaggiatrice che ha amato tanto la Puglia, che ha scoperto nel 1800 seguendo le tracce di Manfredi.

Chi è Janet Ross

Janet Ross era una viaggiatrice che alla fine dell'800 decise di intraprendere un viaggio nel sud Italia.

Già all'età di 18 anni conosceva il francese e il tedesco e quando sposò il marito non esitò a seguirlo in Egitto, dove lui lavorava. 
Dopo varie vicissitudini familiari a 25 anni si trasferì in Toscana. 

Era una scrittrice appassionata di storia e arte medievale e durante i suoi spostamenti ricercava iscrizioni tombali. 

Aveva un animo avventuroso, amava esplorare con curiosità mondi diversi e sicuramente era una donna emancipata e forte per quell'epoca.

Il suo viaggio in Puglia 

Ai suoi tempi, per viaggiare bisognava appartenere ad una famiglia nobile, facoltosa o influente ed essere colti. E lei lo era. 

Si viaggiava in treno, erano viaggi lunghi ed estenuanti seguendo le poche strade ferrate. Oppure si viaggiava con le carrozze su strade poco sicure e polverose. 
Si consigliava di viaggiare con bauli e valigie di pelle o cuoio per evitare che si impolverassero gli abiti e gli effetti personali.

Il tempo che ci mettevano per coprire una distanza non era certamente così veloce come ai tempi nostri. Anzi, il tempo era un accessorio extra: era certa la partenza ma non l'arrivo.

La temeraria Janet arrivò in Puglia nella primavera del 1888 armata di taccuino su cui annotava appunti, aneddoti, racconti, superstizioni, tradizioni, documentazioni storiche, arricchiti dai disegni di Carlo Orsi.

Storie di viaggi di Around me blog di Maria Millarte

La sua scelta fu molto coraggiosa se si pensa che, con la nascita del Regno d'Italia, si formarono bande pericolose, in opposizione al nuovo stato sociale, che assaltavano diligenze e treni.

Cosa spinse Janet Ross ad avventurarsi in un viaggio così rischioso nel mezzogiorno d'Italia?



Janet voleva far conoscere la grandiosità della terra di Puglia: la terra del bel Manfredi, il principe di Taranto, figlio naturale dell'Imperatore Federico II.

Affascinata dalle gesta dei due svevi, la viaggiatrice inglese fece coincidere le sue tappe nei luoghi in cui si ritrovavano tracce, elementi e azioni riconducibili a Manfredi e a suo padre Federico II.

Si spostò da Trani a Bari, da Lecce a Otranto, da Oria a Taranto concludendo il viaggio a Benevento, dove Manfredi morì in battaglia.

A Taranto arrivò durante il periodo della Settimana Santa, partecipò alle processioni descrivendole nel suo taccuino.
In queste occasioni fu ospitata dal Senatore di Manduria Giacomo Lacaita, che Janet chiamava Sir James, nella sua residenza estiva a Statte, la villa di Leucaspide.

Pare che il dolmen di S. Giovanni di Statte sia stato scoperto proprio da lei mentre faceva una escursione.

Storie di viaggi di Around me blog di Maria Millarte - il dolmen
Il dolmen che si trova nel parco archeologico S. Giovanni di Statte (Ta)

Da questa esperienza in Puglia, Janet scrisse il libro The land of Manfred, prince of Tarentum che contiene disegni, illustrazioni e racconti vissuti sul posto.

Volendo riportare ai nostri giorni il suo lavoro di viaggiatrice, si potrebbe considerare Janet Ross una vera pioniera del blogging su carta.

È una delle pochissime donne di quell'epoca che viaggiava spinta dalla passione e dal desiderio di conoscere posti nuovi che poi, da giornalista, avrebbe raccontato ai suoi conterranei.

Questi sono i post in cui cito Janet:

Considerazioni 

Quando mi paragono a lei, lo faccio senza presunzione e solo perché mi sarebbe piaciuto tanto essere come lei, con pizzico di istinto avventuroso in più e con la possibilità di scoprire ed esplorare territori ancora sconosciuti.

Cosa impossibile ai giorni nostri perché ho l'impressione che non ci siano più posti da scoprire nel mondo, se non proprio luoghi di difficile accesso e impossibili per la vita umana.

Basti pensare a Ilha da Queimada Grande, un'isola del Brasile popolata da una miriade di serpenti velenosissimi o al Lago Karachay in Russia che ha un grado di radioattività così alto che può uccidere in un ora.

Per trovare posti inesplorati dovrei pensare a fare il cavediving e andare alla scoperta delle profonde cave sottomarine oppure dedicarmi al meraviglioso mondo nascosto delle impenetrabili grotte.
La posso considerare una missione impossibile.

Se è vero, però che tutto è stato scoperto, c'è ancora qualcosa che può distinguere ognuno di noi nel raccontare ciò che visita quando viaggia.

È vedere con occhi diversi ciò che abbiamo davanti descrivendo le emozioni che proviamo e le percezioni che i nostri sensi ricevono dall'esterno, dai colori, dai suoni, dagli odori, dai piccoli particolari.

E, infine, mettendo nei nostri racconti quella bellezza che fa vibrare la nostra anima e che tocca il nostro cuore, ché è sempre una ricompensa.



Commenti

  1. Ho letto con molto interesse il tuo articolo. Non conoscevo la figura di Janet e mi ha affascinato molto scoprire come già molti anni fa, la passione per il viaggio spingesse a scoprire. Non solo lo si faceva in un'epoca in cui gli spostamenti erano decisamente più difficili, ma lo faceva una donna. Una donna che viaggiava, scriveva, esplorava e creava. Per la festa della donna (che tra l'altro anche io non amo) non potevi scegliere persona più azzeccata! :)

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    1. Dalle nostre parti la sentivo nominare spesso e mi chiedevo chi fosse questa donna che viaggiava in Puglia, nella provincia di Taranto, in tempi non proprio sicuri e scomodi. E così mi sono informata ed eccola qua nel mio racconto.

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  2. Hai ragione a considerare Janet l'antenata di noi travel blogger, era davvero eccezionale e spinta dalle nostre stesse motivazioni, scoprire e far conoscere agli altri le nostre "scoperte". Anche io come te sono affascinata dai viaggiatori di fine '800, dovevano essere davvero determinati e coraggiosi!

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    1. Sono quelle storie che fanno sognare e fanno capire che quando si vuole tutto si può fare.

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