Visita al Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio a Pescara

Gabriele D'Annunzio murales a Pescara


Sono stata a Pescara per un giorno e ho approfitto dell'occasione per andare a visitare il Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio, il poeta eclettico e trasgressivo. Durante la visita mi sono resa conto che per entrare in sintonia con il poeta bisognerebbe prima leggere alcune raccolte del suo libro Notturno, quelle dedicate alla madre malata, Luisa, in cui descrive con profondità d'animo la sua casa natale.

Questi suoi ricordi, oggi, sono diventati una guida speciale che accompagna il visitatore mentre si aggira nelle stanze disposte in successione nell'abitazione. Ve ne parlo in questo post.


Gabriele D'Annunzio e la sua casa natale

Prima di parlarvi del museo vi lascio una pillola biografica. 
La vita di Gabriele D'Annunzio fu molto movimentata. Cambiò spesso residenza sia per lavoro sia per sfuggire ai creditori. Fu giornalista, collaborò assiduamente con il Corriere di Napoli e Il Mattino. 

Uomo di grandi passioni, amò molte donne, tra cui la famosa cantante Eleonora Duse. Frequentava ambienti mondani, amava il lusso e si abbandonava ai piaceri. 

Posta nel cuore dell'antica città di Pescara, a sud del fiume Aterno-Pescara, la casa in cui è nato e vissuto D'Annunzio è stata trasformata in un museo dove sono conservati gli antichi mobili e suppellettili della famiglia.
Nel 1927 è stata dichiarata Monumento Nazionale da Mussolini, sotto la spinta dello stesso D'Annunzio, facendolo diventare un edificio di importante interesse storico da tutelare da parte dello Stato. Passò poi al Demanio dello Stato e successivamente al MiBAC , il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Entrando nel cortile a piano terra si percepisce un'atmosfera che ho definito intima, dato anche dal fatto che il museo non è affollato da turisti distratti ma da persone interessate alla vita del  poeta e che, come me, si attardano in silenzio nell'osservare ogni particolare.

Dal cortile parte la scalinata che porta all'abitazione posta al primo piano porta al primo piano con gli ingressi alle stanze che si affacciano sulla ringhiera  Una casa nobile dell'Ottocento con nove stanze che si avvicendano, una dentro l'altra come si usava costruire a quei tempi. 

Cortile del Museo Casa Natale D'Annunzio
Il cortile del Museo Casa Natale di D'Annunzio

Il salotto e lo studio

Delle nove stanze se ne visitano solo cinque e si comincia dall'ingresso che porta direttamente al salotto, una grande sala di accoglienza con mobili, divani, quadri e specchi d'epoca. Le pareti sono ricoperte dalla carta da parati e il soffitto è decorato da magnifici stucchi geometrici.

Dal salotto si passa allo studio che conserva ricordi che appartengono al padre e al fratello. È la stanza in cui si studiava, si dipingeva e si scriveva. La volta dello studio è dipinta con motivi floreali e da affreschi che ricordano le gesta greche: la storia di Enea e Anchise e l'incendio di Troia che riempirono i sogni del poeta quando era fanciullo.

Come dicevo, c'è una guida speciale che accompagna il visitatore durante il percorso: è lo stesso D'Annunzio. 
Tratto dal Notturno: lo studio
La seconda stanza è deserta. Ci sono i libri della mia puerizia e della mia adolescenza. C'è il leggio musicale del mio fratello emigrato. C'è il ritratto di mio padre fanciullo col cardellino posato su l'indice teso. 

Le sue descrizioni sono su un leggio in ogni stanza e leggendole mi coinvolgono facendomi provare una profonda intimità familiare con ciò che osservo. 


Il padre di D'Annunzio da fanciullo
Il padre di Gabriele D'Annunzio quando era bambino

Soffitta della stanza studio della Casa Natale di Gabriele D'Annunzio
La volta di una stanza affrescata con la storia di Anchise ed Enea


La camera matrimoniale, sacra a D'Annunzio

L'importanza che il Poeta attribuiva alla camera da letto dei genitori - da lui definita sacra - era tale che  fece ricostruire i tre gradini originari di accesso che dopo la morte della madre, in un primo restauro,  furono livellati. Fece anche restaurare l'alcova nella quale si accedeva dalla stessa camera. 

Io non posso fare altro che farvi immergere in questi ambienti del '900, riportando le parole scritte da Gabriele d'Annunzio che rivelano la vera essenza di questa casa.
Tratto dal Notturno: la camera dei genitori
Tre gradini salgono alla quinta stanza, come tre gradini d'altare. È piena d'ombra, sotto la volta arcuata. Rimbomba. Il cuore batte le mura con l'urto cieco del destino. Il vasto letto la occupa. Credo di udire dentro di me le grida di mia madre che, quando nacqui, non penetrarono le mie orecchie sigillate. 

Camera da letto dei genitori di Gabriele D'Annunzio
La camera da letto dei genitori di Gabriele D'Annunzio

La camera dei fratelli e della zia Maria

Tutte le stanze hanno in comune l'essenzialità e la bellezza dei soffitti. Anche la stanza del poeta e del fratello è arredata con mobili di pregio in stile primo Novecento e in particolare colpisce l'inginocchiatoio usato da fanciullo per le preghiere. 

La camera della zia ha un tocco di femminilità con la carta da parati a fasce rosa e il copriletto bianco che risalta tra i mobili di legno scuro.

Camera da letto dei fratelli D'Annunzio



L'ala museale della casa natale di D'Annunzio

Oltrepassando le cinque stanze che rappresentano l'intima vita familiare di D'Annunzio, si passa nell'ala museale che racchiude e ripercorre la maggior parte delle sue attività pubbliche e della vita privata.

Nella prima stanza si conservano alcuni capi del suo guardaroba molto elegante e raffinato. Anche  gli accessori che indossava erano ricercati, nulla era lasciato al caso. È noto a tutti quanto amasse circondarsi di cose belle e come cercasse il piacere in ogni aspetto della sua vita.   

Le impeccabili uniformi che ha utilizzato nel periodo della Grande Guerra a cui partecipò come volontario, arruolandosi nel Reggimento dei Lancieri di Novara, fanno capire quanto ci tenesse al suo aspetto.  

La visita prosegue in un'altra camera dove sono conservate lettere e documenti autografi, edizioni originali delle sue opere e i calchi del volto e della mano che furono eseguiti il giorno della sua morte avvenuta l'1 marzo del 1938

I calchi della testa e della mano di Gabriele D'Annunzio conservati nel Museo
In primo piano il calco della mano di Gabriele D'Annunzio eseguito alla sua morte

Detto tra noi

Posso dire che la casa natale di Gabriele D'Annunzio a Pescara non è un grande museo, ma un piccolo tesoro italiano, tenuto bene, interessante da visitare per la diversa quantità di materiale presente che spazia dalla storia e l'arte all'abbigliamento e all'arredamento. È un tuffo nella cultura dei primi anni del '900.

Ho visitato anche il Vittoriale a Gardone Riviera e la differenza tra le due residenze è abissale: dalla casa sacra dell'infanzia si passa a una casa profana dove tutto è lussuria e ostentazione. 
Chissà quale sarà stata la sua preferita! 

                                          💚💚💚💚💚

                          

Sono una pugliese errante con la licenza (abusiva!) di scrivere su questo blog confidenziale e semplice come me. Consiglio viaggi e stili di vita lenti, antistress e sostenibili. Se siete curiosi cliccate qui Dico di me










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