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27 marzo 2019

Visita al Museo Casa Natale del poeta eclettico, Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio murales a Pescara
Gabriele D'Annunzio in un murales dipinto su una facciata 

Prima di andare a visitare il Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio, forse bisognerebbe rileggere alcune raccolte del suo libro Notturno, quelle dedicate alla madre malata, Luisa, e in cui descrive con profondità d'animo la casa natale.

Questi suoi ricordi, oggi, sono diventati una guida speciale che accompagna il visitatore mentre si aggira nelle stanze disposte in successione nell'abitazione.


Visita al Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio

Posta nel cuore dell'antica città di Pescara, a sud del fiume Aterno-Pescara, la casa è stata trasformata in un museo. Nel 1927 è stata dichiarata Monumento Nazionale, un edificio di importante interesse storico da tutelare, e dal 1958 è passato al Demanio dello Stato. Successivamente al MiBAC , il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Già dall'ingresso, nel cortile a piano terra, si percepisce un'atmosfera che ho definito intima, dato dal fatto che il museo non è affollato da turisti distratti ma da persone interessate al Poeta che, come me, si attardano in silenzio nel guardare ogni particolare.




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Dal cortile una scalinata porta al primo piano dove abitava la famiglia. Una casa nobile dell'Ottocento con nove stanze che si avvicendano, una dentro l'altra,  e ognuna racconta la storia di una vita vissuta.

Museo Casa Natale Gabriele D'Annunzio: il salotto e lo studio

Si comincia dall'ingresso che porta al salotto, una grande sala di accoglienza con mobili e specchi d'epoca. Le pareti e il soffitto sono decorati da quadri e stucchi, così come in ogni stanza.

Lo studio contiene ricordi che appartengono al padre e al fratello. È la stanza in cui si studiava, si dipingeva e si scriveva. Sulla volta è dipinta la storia di Anchise, Enea e l'incendio di Troia che riempirono i sogni del Poeta quando era fanciullo.

Come dicevo, c'è una guida speciale che mi accompagna durante il percorso. 
Le riflessioni del Poeta mi coinvolgono, si intrufolano nei miei pensieri e provo una profonda intimità familiare con ciò che mi circonda.
"Lo Studio
La seconda stanza è deserta. Ci sono i libri della mia puerizia e della mia adolescenza. C'è il leggio musicale del mio fratello emigrato. C'è il ritratto di mio padre fanciullo col cardellino posato su l'indice teso. (Dal 'Notturno')"

Il padre di D'Annunzio da fanciullo
Il padre di Gabriele D'Annunzio quando era bambino

Soffitta della stanza studio della Casa Natale di Gabriele D'Annunzio
La volta di una stanza affrescata con la storia di Anchise ed Enea


Il Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio: la camera del Poeta e del fratello, la camera di zia Maria e la camera dei genitori

L'importanza che il Poeta attribuiva alla camera da letto dei genitori - da lui definita sacra - è tale che ne fece ricostruire i tre gradini di accesso che, in una prima restaurazione, dopo la morte della madre, furono livellati e fece anche restaurare l'alcova. Una camera da letto di grande pregio per i mobili che conteneva. 
Io non posso fare altro che farti immergere in questi ambienti del '900, riportando le parole scritte da Gabriele d'Annunzio che rivelano la vera essenza di questa casa.


"Camera dei genitori
Tre gradini salgono alla quinta stanza, come tre gradini d'altare. È piena d'ombra, sotto la volta arcuata. Rimbomba. Il cuore batte le mura con l'urto cieco del destino. Il vasto letto la occupa. Credo di udire dentro di me le grida di mia madre che,quando nacqui, non penetrarono le mie orecchie sigillate. (Dal 'Notturno')"

Camera da letto dei genitori di Gabriele D'Annunzio
La camera da letto dei genitori di Gabriele D'Annunzio, ricca di mobili e suppellettili di fine Ottocento.

Il Museo Casa Natale di Gabriele D'Annunzio:l'ala museale 

Oltrepassando le cinque stanze che rappresentano la vita familiare di D'Annunzio, ci si addentra nell'ala museale che racchiude parte delle attività del Poeta.  

In alcune vetrine sono contenuti i capi d'abbigliamento e gli accessori del suo guardaroba molto elegante, raffinato ed eclettico, nonché le uniformi da lui utilizzate nel periodo della Grande Guerra a cui partecipò come volontario, arruolandosi nel Reggimento dei Lancieri di Novara. 

Nelle bacheche sono conservate lettere e documenti autografi, edizioni originali delle sue opere e i calchi del volto e della mano che furono eseguiti il giorno della sua morte avvenuta l'1 marzo del 1938.

I calchi della testa e della mano di Gabriele D'Annunzio conservati nel Museo
In primo piano il calco della mano di Gabriele D'Annunzio eseguito alla sua morte

La Casa Natale di Gabriele D'Annunzio è un piccolo museo, un piccolo tesoro italiano, tenuto bene, interessante da visitare per la diversa quantità di materiale presente che spazia dalla storia e l'arte all'abbigliamento e all'arredamento. È un tuffo nella cultura dei primi anni del '900.

La vita di Gabriele D'Annunzio fu molto movimentata. Cambiò spesso residenza sia per lavoro sia per sfuggire ai creditori. Fu giornalista, collaborò assiduamente con il Corriere di Napoli e Il Mattino. Uomo di grandi passioni, amò molte donne, tra cui la famosa cantante Eleonora Duse. Frequentava ambienti mondani, amava il lusso e si abbandonava ai piaceri. 
Insomma, non si faceva mancare nulla.

Informazioni pratiche

Il Museo si trova  Pescara in via Manthonè 116. 
Dalla stazione centrale è raggiungibile a piedi in circa 15-20 minuti. Altrimenti, si può prendere l'autobus n.8.
Il biglietto d'ingresso costa 4€ (ridotto 2€)
È aperto tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30

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