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20 aprile 2019

La Passione Vivente a Massafra: una suggestiva rappresentazione nel Parco Madre Teresa di Calcutta



Non credo di essere brava a parlare di questi argomenti ma ci provo, sperando di trasferirvi le sensazioni che ho provato durante la suggestiva rappresentazione della Passione Vivente nel Parco di Madre Teresa di Calcutta a Massafra.
Una riproduzione fatta molto bene che mi ha completamente coinvolta. 

La Passione Vivente ripercorre gli ultimi giorni della vita di Gesù Cristo, dal suo ingresso a Gerusalemme, passando attraverso le cosiddette 'poste', cioè i momenti più significativi, fino alla terribile crocifissione. 

Sono del parere che, se siete credenti, resterete turbati nel vedere le scene quasi reali, a volte anche drammatiche, che vengono riproposte.
Se non siete credenti resterete, comunque, impressionati dalla bravura degli attori che interpretano i vari personaggi storici.
Sono momenti legati all'arte, alla cultura e alle tradizioni.

La Passione vivente a Massafra:i personaggi della storia di vita di Gesù Cristo 

La rappresentazione è stata organizzata dall'Associazione La Durlindana che da anni la mette in scena in maniera impeccabile coinvolgendo cento persone, tra figuranti, comparse e ruoli principali. 
Un numero non indifferente da preparare sotto il punto di vista scenico e di costumi.

I living paintings, le scene viventi, hanno impreziosito il Parco Madre Teresa di Calcutta, scelto per la prima volta come luogo dell'evento.

Gli attori hanno interpretato magistralmente i personaggi che hanno segnato il percorso della passione di Gesù Cristo. 



Il ruolo centrale, quello di Cristo, se da una parte può sembrare un privilegio per la figura che si rappresenta, dall'altra può diventare faticoso. Lo considero abbastanza gravoso, come impegno, ripercorrere e immedesimarsi nella sofferenza e nell'agonia del personaggio. 

Il ruolo di Gesù l'ho trovato perfetto e autentico. La lentezza dei movimenti e di rassegnazione, il viso carico di apprensione, e tuttavia composto, ha ammutolito tutti. In silenzio ci si spostava da una parte all'altra seguendo i passi del Maestro.  
Io ne sono stata affascinata.

Il ruolo scomodo di Caifa, il sommo sacerdote che ingiustamente giudica Gesù, era interpretato esattamente con quella autorità necessaria da far credere che Cristo era da condannare. 

Caifa si è fatto odiare dai presenti, come penso sia accaduto a quei tempi a chi seguiva Gesù. Come allora, anche a noi non sembrava vero e ci siamo sentiti impotenti.


Il ruolo politico di Ponzio Pilato, colui che può, ma non fa. Anzi, fa, risolve a suo favore e se ne lava le mani. 
Una decisione difficile quella di Ponzio Pilato che sceglie la via più comoda. 
In quei momenti riflettevo che oggi in molte situazioni politiche succede ancora la stessa cosa. Non è cambiato nulla.
Un personaggio che ho ritenuto credibile nella recitazione.

I ruoli dolorosi e strazianti di Maria, madre di Gesù, e di Maddalena, la peccatrice salvata da Gesù, erano così veritieri che hanno trasferito in ognuno di noi lo stesso atroce sconforto.
Sono state così coinvolgenti sotto la croce del Re dei Giudei, ormai spirato, da pensare di essere davvero lì, di essere tornati indietro di duemila anni.

L'apoteosi inaspettata della Resurrezione ha determinato l'assoluta bravura del regista e del tecnico delle luci e del suono che hanno reso la scena teatrale convincente ed emozionante. 



La Passione Vivente a Massafra:il luogo della rappresentazione 

Il posto scelto per l'evento non è stato mai più azzeccato. Come dicevo, per la prima volta è stato ambientato nel Parco Madre Teresa di Calcutta, un sito integro, mai utilizzato, che ha contribuito alla scenografia rendendo la storia più reale e suggestiva.


Concludo pensando che

Non mi reputo una persona adatta ad argomentare su questo tema, come ho già specificato all'inizio di questo post. 
Non si può descrivere una rappresentazione della Passione Vivente di Gesù Cristo con le parole. Le scene dal vivo trasmettono l'emozione di un vero vissuto. 
Come me, il pubblico ha apprezzato molto. Avremmo applaudito dall'inizio alla fine ma l'atmosfera intensa e drammatica ci persuadeva a seguire in silenzio

La presenza massiccia dei fedeli e dei curiosi che solitamente affollano i riti della Settimana Santa mi confermano che sono manifestazioni molto sentite e partecipate. 
E questo non avviene solo a Massafra. 

Vorrei dare una brevissima spiegazione che va oltre la religione e che ha una simbologia che si adatta a chiunque, credenti e non. Mi soffermo sulla parola Resurrezione, il trionfo della luce sul buio e sulla morte. 

Non a caso la Pasqua si festeggia sempre nel periodo in cui cade la primavera, tempo in cui anche la Natura risorge. È il momento in cui l'energia vitale imprigionata durante tutto l'inverno torna a nuova vita. 

È come un soffio che pulisce dentro e fuori. Una rinascita che ognuno di noi sente nella propria vita. Un bisogno per spazzare via il buio e ripartire con una vitalità sempre più luminosa.


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