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10 luglio 2019

Viaggio in camper:quando ci fermarono alla frontiera greca e ci colse il panico



Viaggiare in camper è sempre una gioia e il senso di libertà che si prova  personalmente, non credo di averlo mai provato in nessun altro tipo di viaggio. 

Si parte con entusiasmo e allegria e, comunque, consapevoli che durante l'itinerario ci potrebbero essere degli inconvenienti, ma questo si mette in conto qualunque sia il mezzo scelto per partire.

Non sono molti i momenti in cui ci siamo trovati in difficoltà con il camper. 

Mi ricordo quella volta a Gand, con la batteria da cambiare che si trovava sotto il sedile del guidatore e gli addetti furono costretti a smontare mezza cabina sporcando dappertutto. 

Mi viene in mente anche quello che successe a Strasburgo quando, passando in uno spazio ristretto, urtammo lo spigolo basso della porta d'ingresso che per il colpo non si chiudeva più.

Ogni volta abbiamo trovato una soluzione e le vacanze non hanno mai subito intoppi.

Che dire invece di quella volta che ci fermarono alla frontiera tra la Turchia e la Grecia? 

Viaggio in camper, verso la frontiera greca 

Eravamo a Istanbul da tre giorni e, per non appesantire il lungo viaggio, avevamo deciso di rientrare per fare delle tappe intermedie. 
Arrivati alla frontiera turca di Ipsala al tramonto, ci mettemmo in coda ad aspettare i controlli.

Il momento non era stato proprio propizio perché ci trovavamo nel periodo del Ramadan e a quell'ora tutti gli addetti lasciarono di punto in bianco la postazione di lavoro per andare a mangiare, senza cambio di personale. 

Aspettammo circa un'ora e ripartimmo senza problemi. O quasi.

Nel fare manovra urtammo la punta sporgente del tendalino ad un palo. Niente che non fosse nella norma, potevano capitare piccoli urti dovuti al volume del mezzo.

Il confine tra Turchia e Grecia è segnato dal fiume Evron per cui per andare da Ipsala a Kapi, la dogana greca, bisognava attraversare un ponte, in tutto circa dodici chilometri.  

Avevamo fatto questo tratto, anche all'andata, di giorno, ma io non mi ero accorta di niente tanto era la mia eccitazione di arrivare a Istanbul.

Mi era passato tutto davanti senza dare un'occhiata intorno per l'intero tragitto, dal confine greco a quello turco.

Al ritorno, invece, andando a rilento per la fila che si era formata, guardavo attentamente ogni piccolo particolare: il filo spinato, i militari con i mitra e i grossi fari che a tratti illuminavano a giorno la strada.
Trovavo tutto assurdo e non mi sentivo tranquilla.

Foto di www.farodiroma.it
Ci guardammo dubbiosi, non ci sembrava vero perché queste cose le avevamo viste solo nei film!

Alla frontiera greca tirammo un sospiro di sollievo pensando di essere fuori da quella situazione quasi da guerriglia. 

Invece no. Proprio qui iniziava la nostra disavventura che ti racconto come se fosse oggi.

Viaggio in camper, racconto di un incubo

Siamo fermi al posto di blocco della dogana e, dopo aver controllato i documenti, tutti in regola, si avvicina un gendarme che sussurra qualcosa al preposto e ci fanno capire di accostare in uno slargo che era lì, più avanti, sulla destra.

Questo non ci rassicura per niente e ci facciamo mille domande. Perché ci chiediamo, cosa hanno visto? 
Restiamo lì in attesa sperando che arrivi qualcuno che parli anche la nostra lingua, il greco è per noi incomprensibile.

Dopo una decina di minuti, dagli specchietti laterali vediamo che si stanno avvicinando al camper tre poliziotti con un cane pastore. Caspita! Forse pensano che portiamo droga?

L'ansia si fa strada e, confesso che cominciamo ad avere un po' paura.

Ci ordinano di scendere dal camper perché lo devono perquisire e ci fanno allontanare di un centinaio di metri scortati da uno di loro che ci dice in inglese di stare tranquilli che è tutto a posto. 

Stare tranquilli? Tutto a posto?
Ma siamo matti, dico. Non è possibile.

Mentre facciamo le nostre rimostranze senza essere minimamente presi in considerazione, ci accorgiamo che cominciano a guardare ovunque nel camper. 
Alzano i materassi, aprono l'armadio, il frigo e il gavone. Ogni centimetro quadrato è messo sottosopra mentre il cane annusa dappertutto.

Insomma, ci stanno trattando peggio dei trafficanti di droga. Non possiamo reagire, anche se io non riesco a mantenere la calma e continuo a dirgliene di tutti i colori (in dialetto ché mi sembrano più efficaci).

Siamo sbalorditi per quello che ci sta succedendo. La mia paura più grande è che possa essere una trappola e mettere loro stessi qualcosa all'interno per accusarci. 
La mia fantasia poliziesca è ormai fuori controllo.

Dopo qualche tempo che mi è sembrato interminabile, escono, ci dicono di avvicinarci, ci chiedono scusa e ci spiegano il motivo della perquisizione. 

Bella faccia tosta, potevano dircelo prima. Cercano clandestini e controllano una tantum camion, camper e auto. 
Noi eravamo quell'una tantum
Ora si che possiamo tirare un sospiro di sollievo!


Foto di Volker Glätsch da Pixabay

Il viaggio in camper continua, tutto è bene quel che finisce bene

Dopo dieci giorni di vacanze, lontano da casa, avevamo dimenticato le notizie sentite ai telegiornali prima di partire. 

La frontiera greca era diventata l'unico passaggio per entrare in Europa tanto che, nei primi sei mesi di quell'anno, l'aumento del flusso di clandestini era aumentato del 350%.

I clandestini cercavano ogni mezzo per oltrepassare il confine e così i controlli erano diventati più serrati.

La nostra casa viaggiante era stata profanata e contaminata. 
Mi dava il voltastomaco rientrare e partire così seduta stante ma, onestamente, la voglia di allontanarci il più presto possibile da quella situazione assurda superava la mia ripugnanza.

Da lì in poi il viaggio è ripreso senza altri ostacoli. Facemmo la sosta a Salonicco più sereni sapendo che il giorno dopo avremmo potuto tuffarci nel meraviglioso mare della penisola Calcidica.

Il bello dei viaggi è anche questo: il fascino dell'incognita


Sei d'accordo?

È capitato anche a te di trovarti in difficoltà durante i tuoi viaggi? Sono curiosa di saperlo, scrivilo nei commenti. 



6 commenti:

  1. Una cosa simile mi è successa un paio di anni fa tornando in Inghilterra in auto, durante uno dei periodici "allarmi" dei profughi. Autogrill chiusi, aree di sosta sbarrate, camion e camper perquisiti per paura che i clandestini si imbarcassero a Calais. A noi avevano controllato solo velocemente il baule dell'auto però se un clandestino è così disperato da nascondersi nel frigo di un camper o in un altro luogo angusto forse è così disperato che come umani dovremmo accoglierlo invece di perseguirlo :(

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    1. Il vano frigo a noi era grande, smontato, sarebbe entrata facilmente una persona. Noi all'oscuro di tutto ci siamo spaventati tanto.

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  2. Una cosa del genere è capitata al mio ragazzo in Croazia perchè la sua amica era ubriaca. Inspiegabilmente lei non l'hanno perquisita, ma lui sì, l'hanno proprio fatto spogliare! Per fortuna non hanno fatto cose più approfondite, che era la sua paura principale!

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    1. Oh mamma! È sempre un'incognita in questo caso. Non sai mai come potrà finire.

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  3. Certo che di viaggi in camper tu ne hai fatti tanti, che bello Maria! L'esperienza della perquisizione certo non la dimenticherai mai però allo stesso tempo anche il viaggio in camper resterà per te sempre indimenticabile. Io ad esempio sogno un Coast to Coast americano proprio in camper. Sarebbe un vero sogno che si realizza!

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    1. Sono stati dieci anni intensi interrotti dall'acquisto di una barca....purtroppo! Ho strappato la promessa che tra due estati partiamo in auto con tenda al seguito. Non vedo l'ora.

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