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30 ottobre 2019

Cosa vedere al Parco Pallavicino sul lago Maggiore:il giardino botanico e la fattoria degli animali



Il giardino botanico e la fattoria degli animali sono le attrattive maggiori del Parco Pallavicino a Stresa sul lago Maggiore. In circa diciotto ettari di estensione, la maggior parte del parco è dedicata alla fauna e alla flora che, come sempre, mi lasciano visibilmente appagata dall'aver scelto un luogo da cui traggo benefici.

La famiglia genovese Pallavicino creò questo piccolo paradiso terrestre quando entrò in possesso della proprietà e nel 1954, con una visione lungimirante sulle sue future possibilità di attrazione turistica, lo aprì al pubblico.

Il giardino botanico è un'esplosione di colori e odori

I fiori e le piante si incontrano nel viale già all'ingresso ed ornano la balaustra dal quale si gode il panorama sul lago. Il verde è predominante anche se il periodo della mia visita, metà ottobre, offre le calde tonalità cangianti che vanno dal giallo al rosso e il marrone, colori tipici dell'autunno. 

La varietà delle piante e dei fiori è impressionante e dappertutto si respira un'atmosfera carica di benessere e tranquillità. Non nascondo che in questi posti trovo sempre un equilibrio psico fisico e riesco a scaricare le mie tensioni accumulate durante le giornate di stress.

Non intendo fare un elenco di tutte le specie, sarebbe una lunga lista, e poi questo non è un post scientifico o di giardinaggio. Mi piacerebbe, comunque, mettere in risalto e mostrare quegli angoli che hanno attirato e meritato la mia attenzione, vuoi per la particolarità della stessa pianta che dalla sistemazione delle piante nel giardino.


Il giardino d'estate del Parco Pallavicino a Stresa
Questo è un angolo del giardino d'estate con le varie piante e fiori che lo rendono un paradiso.
La maggior parte degli alberi sono castagni secolari ed è stato un continuo scansare di ricci che dalla sommità delle piante cadevano addosso come pietre pungenti creando non pochi problemi. In compenso, la raccolta è libera e portarsi due chili di castagne belle grosse è stato semplice e veloce.

Un susseguirsi di sequoie, alberi di tulipani. aceri, faggi rossi, ginkgoo biloba fiancheggiano i viali formando con le loro chiome una galleria al di sopra delle teste mentre si passa tra cespugli di rododendri e ortensie grandi ad altezza d'uomo.

Gli incantevoli giardini occupano la parte a nord del parco e racchiudono un roseto con fiori di gradazioni e sfumature colorate. Attraversare il viale delle camelie invernali bianche e rosa è stata per me l'esperienza sensoriale più intensa. 
Sentivo la fragranza avvolgermi e penetrarmi nelle narici. Stranamente queste camelie emanano un profumo a differenza delle altre che sono prive di odore. 

La casina del Parco Pallavicino a Stresa
Un altro scorcio che mi è piaciuto tanto, come essere in un mondo incantato.
Ho messo in pratica il mio motto: cammina lentamente e osserva ogni particolare tutt'intorno per imprimere nella mente tutta la bellezza della natura. 

Ho parlato prima della flora quando, invece, entrando e seguendo il percorso consigliato si arriva alla fattoria. 

Il giardino zoologico, punto forte del parco Pallavicino 

Nel parco Pallavicino la fattoria è molto visitata da famiglie con bambini che hanno la possibilità di avere un contatto diretto con le caprette tibetane, le pecore, i lama, i daini pomellati e bianchi che vivono liberi nell'ampia area a loro riservata. 
Nel parco ci sono oltre cinquanta specie di animali sparsi nel percorso ognuno nel proprio habitat ricostruito e adattato.

Lungo il percorso ci sono tabelle in legno che segnalano l'itinerario.

Le caprette, le pecore ed altri animali sono girano liberi nell'area a loro destinata. Oltre quelle finestre rosse ci sono altri tipi di animali. 
Sempre nella fattoria ci sono delle gabbie in cui sono rinchiusi altri animali. Non sempre gradisco questo sistema. L'orsetto lavatore, la volpe, la lepre della Patagonia il cinghiale, persino un'aquila reale e quando ho visto quest'ultima in una voliera, anche se grande, mi sono davvero indispettita e rattristata. 
Leggendo la motivazione della sua presenza lì mi sono rincuorata un po' e penso, però, che, per un'aquila che non può più volare, vivere così è mortificante.


Nel laghetto vicino alla deliziosa caffetteria e ai giardini di fiori convivono serenamente (o almeno lo spero perché a me è sembrato così) diversi tipi di anatre e l'elegante cigno nero che non avevo mai visto e nulla mi ha fatto pensare che possa portare sfortuna. 
L'area picnic immersa nel castagneto diventa un luogo dove fare una sosta rigeneratrice e acquistare piccoli souvenir dal negozio che si trova accanto.  

Alcune curiosità  


  • L'aquila reale esposta in gabbia è un esemplare ritrovato a Macugnana nel 2004 con una grave frattura all'ala. Non potendo più essere reintrodotta nel suo ambiente naturale è stato affidato al parco. Per me era triste. 


  • La pianta del  ginkgo biloba è un albero antichissimo, direi preistorico, originaria della Cina ed era presente già duecentocinquanta milioni di anni fa. Ho notato l'albero per il cattivo odore che emanano i suoi frutti, color albicocca, quando arrivano a maturazione.


Per concludere

Il parco merita un voto alto per come è tenuto e per quello che offre. Consiglio di visitarlo senza fretta per cogliere le fonti energetiche naturali che sprigiona in ogni suo angolo. È come un ricostituente che inietta forza e voglia di sorridere al mondo.   
Insomma, per dirla in modo pratico, secondo me, il biglietto di 11 euro vale tutto. 

Informazioni utili sulle aperture,orari, prezzi, iniziative ed altro si possono trovare sul sito ufficiale Isole Borromee

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