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14 marzo 2020

Pensieri ai tempi del coronavirus: il profumo di casa


Venerdi 13 marzo 2020. I pensieri ai tempi del coronavirus saltellano di qua e di là, sono in movimento, escono ed entrano dalla mia testa. Loro hanno uno spazio infinito, sono liberi di volare via ed espandersi nell'aria. Alcuni tornano, altri spariscono per sempre (magari poi rientrano senza preavviso), altri restano a casa. 

Come noi in questo periodo di quarantena

Casa dolce casa, quante volte l’abbiamo detto tornando da un lungo viaggio o dopo una giornata faticosa di lavoro. Adesso la casa ce la stiamo godendo tutti, tutti insieme contemporaneamente. È un'occasione per le famiglie per poter riscoprire i rapporti interpersonali: le coppie potranno rinsaldare il loro legame e dedicare più tempo ai figli. 

E il profumo di casa si diffonde lentamente nell'aria, come un virus benigno penetra nelle pareti, oltrepassa ogni porta, anche quelle chiuse sempre a chiave, entra nelle stanze e ci assale. Anche se non lo vogliamo dire questa situazione ci piace tanto; perché è vero che siamo costretti a farlo ma lo stiamo facendo con lo spirito di chi vuole proteggere le persone che ama. Anche chi vive da solo amerà di più sé stesso. Sono momenti da cristallizzare nel tempo. 

Non pensate che sia semplicemente meraviglioso? E poi se è stato il Signor Chi a decidere per noi, ebbene io lo stimo ancora di più.


Ore 19.00. Sono a casa. Per il terzo giorno consecutivo scrivo questo diario che mi aiuta a riordinare le idee e a sminuire la mia ansia (si, ho l’ansia per il coronavirus!) che ogni giorno aumenta subdola dentro il mio cervello. Immagino che stia succedendo un po' a tutti.

Stamattina di rientro dal lavoro, sono andata al supermercato per fare la spesa che mi sarebbe servita per i successivi quattro giorni. Sapevo già cosa prendere così non avrei perso tempo. Avevo i guanti ma non la mascherina. Per cautelarmi avrei mantenuto la distanza di un metro tra me e gli altri, come previsto. 

Mentre aspettavo che una mamma con la figlia si decidesse cosa comprare proprio davanti allo scaffale dei prodotti che dovevo acquistare, la donna mi riprende con tono acido e brusco dicendomi che non potevo fare la spesa senza la mascherina. Le ho fatto presente che non ce n'era bisogno visto la distanza e che non le avevo nemmeno chiesto di togliersi di torno (credo di averlo pensato, però). 

Insomma, la gente comincia ad avere i primi sintomi di cedimento. E siamo ancora all'inizio.

Intanto, l’auto con il megafono passa da sotto la finestra. Noi al Sud siamo abituati a sentire queste voci quando passa l'arrotino, quello che vende materassi o i gelati. 
Questa è diversa. Avvisa la cittadinanza di non uscire di casa e di seguire tutti i comportamenti consigliati. 

Ha un non so che di sinistro.

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Oggi per la prima volta non ho detto finalmente è venerdì. O meglio, l'ho detto solo perché non devo uscire di casa per due giorni anche io, ma non con lo stesso umore. Quello di chi deve spegnere la sveglia della mattina, sbrigarsi e uscire di corsa per non fare tardi. Di chi si appresta a mettere ON sulla modalità rilassatezza mentale

I pensieri ai tempi del coronavirus riemergono e d'un tratto si fa strada nella mente una condizione comune.
Se da una parte non stiamo facendo più vita sociale, siamo chiusi nelle nostre case come nucleo a sé, siamo lontani dai nostri amici, dai nostri parenti, dall'altra ci sentiamo una comunità, siamo persone che stanno condividendo le stesse preoccupazioni che abbiamo una stessa identità, che siamo tutti Italiani. 
Che non è più un motivo giocoso come la squadra della Nazionale ai mondiali a tenerci uniti, ma un vero problema serio che riguarda il singolo individuo. 

Non pensate che anche questo sia semplicemente meraviglioso?  

L'hashtag che gira in tutta Italia

Ore 22.00. Sono a casa.  Ho passato la serata a rileggermi gli appunti di un corso gratuito sulla comunicazione tenuto da Miriam Chillante fondatrice della Scuola Italiana Influencer(no, io non sono una influencer). Quanto meno ho tenuto la mente occupata e non mi sono frullata il cervello con i social. 

Il Sindaco di Massafra ha comunicato che i tamponi effettuati sui cinque probabili contagiati dal coronavirus hanno dato esito negativo ci fa ben sperare ma non dobbiamo abbassiamo la guardia. Le informazioni si susseguono uno dietro l'altro e non sono rassicuranti, anche se ci sono i guariti, continuano i contagi in modo esponenziale. 

Si comincia a dire che avremo un picco nelle prossime settimane, soprattutto al sud, per via della fuga in massa degli irresponsabili meridionali che dal nord sono tornati giù. 
Spero per sentire il nostalgico profumo di casa. Mi ripeto che andrà tutto bene, vedrai.


Foto  di copertina di Peggychoucair da Pixabay

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