Cosa mangiare nelle Marche: la scelta dei piatti tradizionali

Cosa mangiare nelle Marche: la scelta dei piatti tradizionali

La curiosità di assaggiare i piatti tipici locali è sempre al primo posto quando io e Simone viaggiamo, in qualunque luogo ci troviamo, anzi a volte scegliamo le destinazioni proprio in base al cibo. Nelle Marche non è stato diverso. Così, trovandoci nell'amata regione di Giacomo Leopardi, siamo andati alla scoperta delle tradizioni culinarie marchigiane sia a Macerata, nostro punto di partenza, che nei dintorni. 

In questi casi, solitamente, Simone attiva il suo fiuto naturale nello scovare posti degni della nostra attenzione e golosaggine; mentre io sono più pratica e mi affido a Google Maps che trova le affinità con i miei gusti e, vi dirò, non ha mai sbagliato. 

Nel post troverete la nostra scelta dei piatti tradizionali.
 
Cosa si mangia di buono nelle Marche? 

Me lo sono chiesto quando mi sono trovata in questa regione italiana, che io associavo solo alle olive ascolane - che tra l’altro adoro! - e ho potuto constatare che, tra mare e terra, c’è l’imbarazzo della scelta. 

Cominciamo dai primi piatti tipici e tradizionali 

Ci siamo ritrovati per pranzo alla Trattoria da Rosa, nel centro storico di Macerata, su suggerimento di Google Maps che ce lo segnalava con affinità dell'80%. L'alta percentuale mi faceva già supporre che non saremmo stati delusi. Un piccolo ristorante con un ambiente intimo e familiare.

Tra le tante proposte offerte dal menù abbiamo ordinato  i Tagliolini al Ciauscolo e Varnelli e i Visncisgrassi. Il primo è un piatto i cui ingredienti sono prodotti tipici delle Marche. 

Il Ciauscolo è un salume che si prepara fin dai tempi dei Romani. 
Ha un odore deciso, un gusto molto saporito ed essendo morbido è anche adatto per essere spalmato su fette di pane abbrustolito. Il piatto è sfumato con il liquore all’anice secco della Distilleria Varnelli che esalta il gusto senza coprire troppo il sapore. 

Cosa mangiare nelle Marche: la scelta dei piatti tradizionali
Un piatto di Svincisgrassi

I Vincisgrassi, o Swincisgrassi come scritto sul menù del ristorante, è un piatto simile alle lasagne, una mille-sfoglie di una delicatezza sopraffina per il mio palato. Mi hanno detto che la ricetta originale non prevede la besciamella e deve essere bruciacchiata in superficie. 

Non sono riuscita ad approfondire questa particolarità, sta di fatto che io e Simone abbiamo approvato la scelta dei due primi e vi consigliamo di provarli.

Cosa non manca mai nei menù marchigiani

Abbiamo capito che sedersi a tavola e non ordinare una frittura sarebbe un’offesa per i marchigiani. Non si può prescindere da questa portata sia se si sceglie l’antipasto che il secondo. É facile intuire cosa non manca mai nel fritto marchigiano: le olive ascolane che ho divorato ad ogni pranzo e cena ma le avrei mangiate anche a colazione. 

Un'altra portata che è sempre consigliata dai ristoratori è la frittura di pesce alla quale non è difficile rinunciare così come gli spiedini di seppioline alla brace. Da buoni pugliesi noi adoriamo tutto quello che il mare offre sia cotto che crudo. 

Cosa mangiare nelle Marche: la scelta dei piatti tradizionali
Un piatto di frittura mista

Lungo i 400 chilometri di costa adriatica marchigiana, da Gabicce Mare a San Benedetto del Tronto, si trovano tanti ristoranti che con i loro piatti soddisfano qualunque palato. 
Noi ci siamo trovati in bassa stagione e molti ristoranti erano chiusi. 

Però ci siamo fermati a Porto Recanati e abbiamo pranzato a base di pesce al ristorante del Camping Club Adriatico che va tenuto in considerazione per le prossime volte che torniamo da queste parti.

Raguse e Paccasassi: cibo novità per il mio palato 

Come sempre succede ogni menù della tradizione locale contiene parole legate al cibo o al piatto che per me sono novità. In questo caso nei menù sono stata attratta da due portate: Raguse in porchetta e bruschette con la Paccasassi. 

Le Raguse in porchetta non hanno nulla a che fare con la classica porchetta dei Castelli Romani. Le raguse sono lumache di mare cotte con salsa di pomodoro a cui si aggiunge un ingrediente indispensabile che è il finocchietto fresco. 

Le bruschette invece sono condite con la Paccasassi, un’erba che cresce spontanea sul Monte Conero. Le foglioline, carnose e succulenti, si preparano marinate nell’aceto di vino e poi conservate in olio extravergine di oliva. Sono abbastanza versatili perché le ho viste abbinate a parecchi piatti.

Sono curiosa di sapere se avete mai mangiato le Raguse anche se non in porchetta e la Paccasassi. 

Cosa mangiare nelle Marche: la scelta dei piatti tradizionali
La bruschetta condita con la Paccasassi

A questo punto direi che, se dovessi invitarvi a pranzo, per ora, questo sarebbe il mio menù marchigiano suddiviso tra portate di terra e di mare: 

  • Antipasti: fritture varie, raguse in porchetta e bruschetta con paccasassi 
  • Primi: svincisgrassi e tagliolini con ciauscolo e Vernelli 
  • Secondi: frittura di pesce e spiedini di seppie alla brace 
  • Dolce: provvederò al più presto 

Detto tra noi 

Se mi seguite da tempo, sapete che parlo spesso di cibo su questo blog. Mi piace cucinare (se curiosate sul blog potete trovare le mie ricette pugliesi della tradizione familiare) ma anche mangiare bene e genuino. Nonostante tutto non riesco a gustare alcune pietanze e non gradisco molto i formaggi e alcuni tipi di carne come l’agnello, la pecora e il capretto. 

Dico solo che ogni viaggio va legato al cibo del luogo, perché se non si assaggiano i piatti locali non si può dire che il viaggio è completo. Per me è un binomio indissolubile e sfido chiunque a smentirmi su questo. 

Penso che sono solo all’inizio della scoperta dei piatti tradizionali delle Marche e ho il sentore che sarà una bella sorpresa.  

                                    💚💚💚💚💚



Sono una pugliese errante con la licenza (abusiva!) di scrivere su questo blog confidenziale e semplice come me. Consiglio viaggi e stili di vita lenti, antistress e sostenibili. Se siete curiosi cliccate qui Dico di me

Commenti

  1. Ho trascorso nelle Marche nove settembre della mia vita, sugli scavi archeologici a Sassoferrato. Non si usciva molto a cena perché gli universitari sono notoriamente squattrinati, ma ogni tanto qualcosa ce lo concedevamo. Ricorderò sempre il ciauscolo e la crescia, e i vini: in primis la lacrima di Morro d'Alba e il Visner, il vino di visciole (buonissssimo!)

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    1. Grazie per il tuo commento. La crescia mi manca, ma spero di rimediare subito. I vini li metterò nella lista degli assaggi.

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