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29 settembre 2016

A Taranto, il più bel Museo Archeologico d'Italia


"Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città." 

Queste bizzarre e occulte parole furono pronunciate dall'Oracolo di Delfi a Falanto, prima che egli partisse da Sparta alla conquista di
una nuova terra. Segnano anche la nascita di Taranto che, come dice la storia mista a leggenda,  fu fondata dall'ecista spartano (un capo spedizioniere). 

Se vogliamo essere più precisi, bisognerebbe dire colonizzata, visto che questo territorio all'epoca, nel 700 a.C, era già abitato da un'altra popolazione, gli Iapigi.

Ma questa è un'altra storia.
Una storia custodita e raccolta nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il MArTa , una perla storica di Taranto.

Visita al Museo Archeologico di Taranto, un viaggio indietro nel tempo

Non tornavo al museo dai tempi del liceo, quando con tutta la classe facemmo una visita scolastica, senza molto interesse da parte nostra. 
Oggi rivederlo dopo tanti anni mi ha fatto davvero uno strano effetto: non lo ricordavo così prezioso, curato, elegante e rilassante. 
Quei pochi ricordi che qualche volta riaffioravano nella mia mente erano legati alla tomba dell'atleta e  ai meravigliosi ori di manifattura eccellente.
Null'altro! 

Ho approfittato delle Giornate Europee del Patrimonio, una iniziativa che si stavano svolgendo a livello nazionale, e delle aperture serali per decidere di visitare uno dei tanto gioielli di Taranto.

Il MarTa di Taranto è stato riconosciuto come dei uno dei musei archeologici più importanti d'Italia dal Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali e del Turismo. Le motivazioni sono tutte all'interno e costituiscono un patrimonio culturale artistico di grande pregio.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto è suddiviso in sale e corridoi.
Il museo è suddiviso in sale continue disposte su tre piani. È come fare un viaggio indietro nel tempo, da quando Falanto approdò sulla costa tarantina a Saturo (diventato in seguito sito archeologico) fino all'epoca dei romani che conquistarono la città nel 272 a.C. 

Dopo aver vissuto un lungo periodo di splendore, con l'arrivo dei romani Taranto fu depredata delle sue ricchezze artistiche e umane, ci furono momenti bui e di decadenza.

Il tesoro del M.Ar.Ta: reperti archeologici unici e preziosi 


La visita comincia dal terzo piano dove sono conservati i reperti archeologici più antichi all'interno di teche e vetrine illuminate, collocate lungo gli ampi corridoi. 


Capitelli di ordine ionico conservati al Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Iscrizioni su reperti archeologici.

Il centro museale merita di essere visto tutto nei minimi dettagli. Tra tutto il materiale in esposizione, e seguendo l'itinerario consigliato, vi consiglio di non perdere assolutamente:

I Crateri a volute a figure rosse   nelle cui sequenze dipinte si narra della nascita di Dionisio dalla coscia di Zeus, dopo una gestazione divina (400- 380 a.C.).

Le piccole e graziose anfore piriformi - dette balsamari - utilizzate per contenere unguenti e oli profumati (560-570 a.C.) molto usati in quell'epoca.

Il sarcofago dell'atleta di Taranto con all'interno lo scheletro in perfette condizioni e le 4 anfore panatenaiche (480 a.C.) frutto delle vittorie dell'atleta.

I pregiati mosaici che ricoprivano i pavimenti di edifici pubblici e di eleganti ville private del periodo romano, come dei tappeti di pietra.

Coppia di crateri a volute a figure rosse.

Collezione di balsamari.

Il sarcofago dell'atleta di Taranto.

pregiati mosaici che ricoprivano i pavimenti di edifici pubblici e di eleganti ville private del periodo romano, come dei tappeti di pietra.


Il fiore all'occhiello del Museo di Taranto è la famosa collezione degli ori, apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. 
Una serie di magnifici e raffinati oggetti creati abilmente dai maestri artigiani orafi della Taranto ellenistica. Tra questi, i prezioso orecchini di varie forme (a elice, a navicella e con pendenti) e  le splendide collane e bracciali. 

Non si può fare a meno di restare affascinati dalle incantevoli corone e dai diademi, impreziositi da corniole, graniti e smalti, arricchiti da filigrana a motivi floreali.


I pavimenti a mosaico.

Gli orecchini simbolo della collezione degli ori di Taranto.

Bracciali e diademi di oro da ammirare nel M.Ar.Ta.
Le foto riportano soltanto alcuni pezzi della vasta raccolta di reperti archeologici che sono esposti al Museo MarTa.


Sono quelli che mi hanno maggiormente colpito e devo ammettere che in quasi due ore non si riesce a vedere tutto e a guardare con attenzione il contenuto delle vetrine, le stele con le iscrizioni e le belle cariatidi di notevole fattura.

Oltre questo, ci si sofferma anche a guardare i monitor sui quali scorrono le immagini di repertorio che ricostruiscono i contesti storici, raccontano come sono stati fatti i ritrovamenti e come sono stati recuperati i tesori storici. 
Direi che è perfetto, non manca proprio nulla.

                                

Vi suggerisco di beneficiare delle prossime giornate d'autunno, perfette per visitare il Museo che è aperto tutti i giorni, anche la domenica, dalle 8:30 alle 19:30, e ricordatevi che, per godere appieno delle bellezze esposte, la visita dovrebbe essere necessariamente accompagnata da una esperta guida capace di farvi immergere nelle varie epoche della avvincente storia di Taranto, conosciuta da tutti come la capitale della Magna Grecia. 

In una prossima visita a Taranto, mettete al primo posto nella vostra agenda, il Museo MarTa. 
Non ve ne pentirete.



Fate conoscere ai vostri amici il Museo Archeologico MarTa di Taranto condividendo questo post. 
                 

8 commenti:

  1. Mi vergogno ad ammettere che non lo conoscevo, ma deve essere molto interessante...e quei gioielli sono superlativi..

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  2. Soprattutto molto preziosi. :)

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  3. che meraviglia..adoro i Musei peccato la distanza!!

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  4. sono stata molte volte a Taranto ma non ho mai visitato il museo, devo rimediare!

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  5. bellissimo articolo mi hai fatto venire la voglia di visitarlo.....

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    1. Si, dovresti ritagliare un pò di tempo. Ne vale veramente la pena

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