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26 ottobre 2017

Halloween? No, grazie.Qui siamo a Orsara di Puglia



Non parlate di Halloween a Orsara di Puglia perché potreste essere mandati a quel paese.

Già, perché da oltre dieci anni in questo piccolo borgo pugliese si è ripresa l'antichissima ricorrenza di “Fucacoste e cocce priatorje", uno degli eventi in Puglia più singolari di questo periodo tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre. 

Mi piacerebbe sapere quanti pugliesi conoscono Orsara di Puglia e soprattutto sanno dove si trova. Perché confesso che anche io, pugliese,  non la conoscevo. 


Anzi, non l'avevo mai sentita nominare fino a quando alcuni amici di Napoli non me ne hanno parlato invitandomi per andare a vedere insieme questo evento.


A questo punto, credo che prima di parlare di questa tradizionale festa in onore delle anime del Purgatorio (cocce priatorje) sia necessario scoprire questo borgo pugliese.

Conosciamo Orsara di Puglia

L'antico borgo di Orsara di Puglia è in provincia di Foggia proprio al limite del confine con la Campania, tanto che fino al 1927 faceva parte della provincia di Avellino. 

Si trova sui Monti Dauni meridionali a 636 metri di altezza, circondata da verdi boschi con un centro storico costruito su una roccia di arenaria con molte grotte naturali che hanno favorito i primi insediamenti umani in tempi preistorici.

Si trova in quella parte della Puglia meno conosciuta e lontana dai grandi flussi turistici pugliesi che si riversano sulle coste e nei borghi più frequentati e famosi. 

Perché si chiama Orsara? 
Amante come sono dei miti e delle leggende, sono andata a ritrovarne una delle tante da cui trae origine il suo nome. 
La leggenda vuole che Orsara nacque nei pressi di una tana di un'orsa, tipico animale della zona, che accudiva i suoi con due orsacchiotti. Molto scontata come leggenda!!!

Animali che poi si ritrovano nello stemma araldico del paese.  

Nel tempo il piccolo borgo è andato via via svuotandosi e ad oggi conta solo poco più di 2700 abitanti.

Fucacoste e cocce priatorje:parola d'ordine Luce


Il giorno di Ognissanti, al rintocco delle campane della Chiesa Madre, non si può immaginare la grande quantità di piccoli falò, fucacoste, che vengono accesi lungo le vie del paese dalle famiglie orsaresi. Cumuli di fascine che restano accesi fino al mattino seguente.

Questa è una notte magica, luminosa e direi anche "fumosa" perché Orsara viene avvolta da un fumo persistente.
Secondo lo spirito originario della ricorrenza, il primo giorno di novembre ogni famiglia accanto al falò prepara un banchetto imbandito di piatti tipici da condividere con amici e parenti. 

Cibi stagionali, poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito con chicchi di melograno e mosto cotto,  cipolle, patate, uova, castagne. Ma anche il pane cotto nel forno a paglia, il vino, la frutta e le verdure di stagione.

I visitatori potranno gustarli attingendo dagli stand che vengono allestiti per le vie principali. 

Come di consueto, alle 19.00, iniziano gli spettacoli itineranti con giocolieri, trampolieri e mangiafuochi e  spettacoli di musica che coinvolgeranno grandi e bambini. 


Suggerisco di arrivare molto prima perché vi assicuro che non trovereste posto. 

Guardatevi questo video, le immagini parlano più delle parole.


Il significato dei fucacoste e cocce priatorje è legato alle nostre tradizioni dei morti, festa che sta perdendo il suo valore dando spazio a quella più commerciale importata da oltreoceano di Halloween.


Quali sono le origini di Halloween? 

Halloween affonda le radici in un'antica festa pagana celebrata dai celti oltre duemila anni fa. I celti credevano che i morti si aggirassero fra i viventi durante il periodo di Samhain (corrispondente al nostro periodo dei morti). 

C'era chi si travestiva da demonio pensando che, se si fosse imbattuto negli spiriti, questi lo avrebbero scambiato per uno di loro e lo avrebbero lasciato in pace. Altri, invece, offrivano dolci agli spiriti per placarli.


Nell’Europa medioevale il clero cattolico adottò varie usanze pagane e spinse i fedeli ad andare mascherati per le case a chiedere piccoli doni.
Nei paesi anglosassoni, i questuanti andavano di porta in porta a chiedere cibo in cambio di una preghiera per i morti, portando con sé lanterne ricavate da rape svuotate contenenti una candela, simbolo dell’anima imprigionata nel purgatorio. 

Altri sostengono che le lanterne fossero utilizzate per scacciare gli spiriti.
Durante il XIX secolo nel Nordamerica le rape furono sostituite da zucche, più facili da reperire e intagliare.

Per concludere

Come già detto, la festa di Halloween non ha niente a che vedere con le nostre tradizioni di Ognissanti e dei morti ed è molto difficile trovare altre manifestazioni simili come quella di Orsara, almeno io non ne sono a conoscenza. 

Per ora, Fucacoste e cocce priatorje, resta per me l'evento in Puglia più rappresentativo di questo periodo e il mio consiglio è di andare a vederlo, sia per la sua peculiarità inedita sia per conoscere uno dei tanti piccoli borghi pugliesi. 

Lascio qui un altro post sui riti di Ognissanti in provincia di Foggia tratto dal blog di Simona Vespoli.



Foto e video tratti da Evento in Puglia e Youtube 


5 commenti:

  1. Interessante questa tradizione..ne ho parlato anche io sul mio blog! In realtà non sono d'accordo sul fatto che la festa di halloween sia così distante da queste usanze... molti non sanno che la festa di tutti i Santi fu spostata dalla Chiesa in questa data proprio per "mascherare" usanze rurali che non riusciva ad estirpare. Le stesse hanno cambiato quindi "vocazione" ma in realtà l'origine è la stessa e fa riferimento ad antichi culti della natura, legati all'idea di morte e rinascita, mai spenti.

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    1. Credo che tutte le feste cattoliche siano andate a sostituire quelle pagane proprio per il motivo che tu dici. Anche Natale!

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  2. Bellissimo questo articolo! Non conoscevo questa tradizione pugliese e si vede che è molto sentita dalla gente del posto ! Dev’essere molto suggestivo prendervi parte!

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  3. E' bello riscoprire le tradizioni di una terra. Dovremmo farle conoscere al Mondo in modo da non perderle

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  4. Tutto nasce dal Sud. Una tradizione da far conoscere!

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