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16 febbraio 2018

Taranto: a bordo dell'ape calessino per il Tour Falanto


Apecar bianco

Avete presente quando ricevete un regalo inaspettato che vi piace tanto e vi sentite felici e soddisfatti come i bambini?
Ecco questo è capitato a me di recente, dopo aver fatto un tour nella città vecchia di Taranto a bordo dell'ape calessino.

È la più bella novità nata a Taranto nell'ultimo anno ed io non vedevo l'ora di provare l'ebbrezza di andare a 10 all'ora per visitar la città mia (il signor Morandi mi scuserà!).

Se mi seguite da tempo, sapete già quanto io ami Taranto, ci torno spesso ma non così spesso come vorrei. 

Ho capito che sbaglio perché mi perdo tutte quelle belle e originali iniziative che non fanno altro che aumentare le tante attività che è possibile offrire ai visitatori e ai turisti che arrivano a Taranto.

Cos'è un ape calessino?

È un ape car, quello della Piaggio per intenderci che a Taranto è chiamato trerrot', con un allestimento particolare che lo hanno trasformato da un mezzo di trasporto cose ad un veicolo che trasporta persone che possono stare comodamente sedute su un divanetto sistemato nella parte posteriore.

Questa idea è venuta a Gianni e Gabriele che da un anno hanno coniato il brand Taranto in Calessino offrendo a chi desidera visitare e scoprire le bellezze tarantine diversi tour e altri servizi. Sul loro sito  www.apecalessinotaranto.it trovate tutti i dettagli. 

Il Tour Falanto, con qualche variazione sull'itinerario, è quello che faremo e prevede la visita tra i vicoli della città vecchia. 
Sarà un percorso ad anello tutt'intorno all'isola. 

Tour Falanto in Ape Calessino 

Il tour Falanto dura circa un'ora e parte da piazza Castello vicino al Castello Aragonese. Il punto d'incontro è perfetto per chi volesse approfittare per visitare il castello.


L'ape calessino è "vestito" con un classico stile burberry, dai colori beige con inserimenti in tartan, molto accattivante ed elegante. 

Salgo divertita pensando se quel piccolo mezzo che ho sempre ritenuto traballante e instabile - potesse trasportare senza affanno tre persone di taglia non proprio media.  
Non vi nascondo che ero un po' preoccupata per un eventuale ribaltamento. 

Invece è andato a tutto gas e il ronzio dell'ape è diventato familiare. 

Da piazza Castello ci dirigiamo verso la discesa Vasto, facciamo una sosta, giù dove fanno il mercato del pesce, con la vista sul mar Piccolo, e il nostro accompagnatore ci fornisce alcune informazioni sulla città vecchia.


mercato del pesce
Il mercato del pesce nella città vecchia di Taranto 

Interno di un apecalessino
In ape calessino su via Garibaldi nella città vecchia di Taranto
Ripartiamo percorrendo via Garibaldi che costeggia la marina di Taranto con direzione piazza Fontana per addentrarci nel cuore dell'isola tra gli intricati vicoli, tra le vie strette e le innumerevoli piazzette.

Entrando da corso Vittorio Emanuele II - quello che per me rappresenta il terzo lungomare - la facciata in stile romano gotico della Chiesa di San Domenico Maggiore ci appare in tutta la sua bellezza. 
La nostra guida ci dice che la scalinata in stile barocco fu aggiunta in seguito perché fu abbassata la strada all'attuale livello. 

Facciata di una chiesa con rosone
La facciata della Chiesa di San Domenico Maggiore nella città vecchia di Taranto
Da via Cava raggiungiamo l'ipogeo Frantoio, un frantoio normanno scavato nella roccia calcarenitica che raccoglieva olio ad uso non alimentare. È aperto e vale la pena entrare per visitarlo. 

Zigzagando tra i vicoli, il nostro driver ci porta in via Pentite e in via degli Innocentini e ci spiega il motivo dei nomi dati a tali vie.
Le pentite erano quelle donne che, svergognate dai signorotti del luogo (cioè messe incinte), si rifugiavano in un istituto che si trovava in quella zona e davano alla luce gli innocenti figli della colpa. 

Arriviamo in piazza Duomo per ammirare la Cattedrale più antica della Puglia, consacrata al Santo Patrono della città, l'irlandese San Cataldo. 
Entriamo nel duomo da via Arcivescovado. 

Mancavo da questo luogo di culto da così tanti anni da non ricordarmelo più.

Resto senza parole all'interno della cappella, rivestita da intarsi di marmi policromi, dove è esposta la statua del Santo Patrono. 

interno di una chiesa con marmo
La cappella della cattedrale in cui è esposta la statua del patrono San Cataldo

E via, verso la casa natia del grande musicista del '700 Giovanni Paisiello,  che mi auguro possa essere presto ristrutturata. 

Scendiamo dall'ape calessino parcheggiato davanti alla chiesa del XIV secolo di S. Andrea degli Armeni nella piazzetta Monteoliveto, di fronte al Santuario Madonna della Salute. 

Mi rendo conto che questa parte della città vecchia non l'avevo mai vista, sempre che la memoria non mi inganni. Diciamo che queste zone mi sono poco familiari. 


Come mio solito sono curiosa ed esploro i dintorni. In via Paisiello 13 scopro un laboratorio artigianale di ceramiche, le Ceramiche Omma Falanto, condotto da giovani ragazzi e dove si possono trovare ed acquistare piccoli oggetti fatti a mano della tradizione tarantina. 

disegno su muro
Giovanni Paisiello. Street art nella città vecchia di Taranto.  

statue rappresentative della settimana santa a Taranto
 Ceramiche artigianali del laboratorio-associazione Omma Falanto di Taranto 
Siamo di nuovo in piazza Castello, il nostro tour in ape calessino finisce davanti alle colonne doriche, unica testimonianza di un tempio greco, immobili lì da millenni, a dimostrare la presenza di antiche culture e civiltà.

Sono soddisfatta e mi prometto di ripetere l'esperienza prenotando gli altri tour di Taranto in Calessino, come il Tour Taras che comprende l'uscita in barca e il Tour Food & Go, un godereccio giro enogastronomico tra i ristoranti e le cantine della città vecchia.


Che ne dite di questo tour che vi ho presentato?

Io mi sono divertita tanto, mi sono emozionata a ripercorrere i luoghi della mia prima infanzia e quella dei miei genitori. 

Per questo ringrazio Gianni Cianciaruso e l'associazione Taranto in Calessino

E allora, se venite a Taranto non perdete questa opportunità. Sono sicura che anche voi proverete la stessa sensazione. 

E dite pure che vi mando io.


12 commenti:

  1. Bella idea, originale e divertente. Sarebbe da istituire in tutte le città turistiche

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    1. A dir la verità da noi trovi questo servizio anche a Otranto ma non è così piccolo come quello di Taranto. A Taranto fanno anche matrimoni, ma tu ti immagini una sposa su quel trabiccolo?

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  2. Ma che bello! Pensa che avevo dei parenti che abitavano a Taranto e ogni volta che scendevo in Calabria a trovare altri parenti, mi fermavo sempre. Purtroppo arrivavo la sera e la mattina partivo.

    Mi piacerebbe molto visitarla, magari con un trerruote ... che dici?

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  3. E' proprio vero, un giro in ape fa tornare bambini!! Le ho sempre amate e da piccola quando scendevo in Puglia cercavo sempre qualcuno che mi facesse fare un giro!

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    1. Da noi è sempre stato considerato un veicolo da lavoro e non capitava spesso di andarci anche perché avevano (e hanno tutt'oggi) solo un due posti, quindi difficilmente si riusciva a salire e fare un giro.

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  4. mi piace scegliere espedienti per girovagare, ma il calessino ape mi manca

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    1. Si l'ape calessino diventa un mezzo troppo divertente per hìgirare.

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  5. Ma é un tour bellissimo, decisamente diverso e soprattutto perché ti lega ai tuoi luoghi e ricordi! Sarebbe bellissimo farlo, ma io lo chiamerei "Tour in apetto" perché dalle mie parti si chiama cosí :)

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  6. E se tu sei stata incuriosita dal mio articolo sulla Villa Peripato io sono stata attratta dal tuo sul giro su un trerruote per la città vecchia! Il mio compagno è di Taranto e la sua famiglia vive lì quindi ci andiamo periodicamente con i bimbi (così vanno a trovare i parenti) e devo dire che a questo punto la prossima volta che vado devo assolutamente fare questo tour, ai bimbi piacerebbe molto e per me sarebbe un'ottima occasione di conoscere meglio la città! Grazie della dritta :D

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    1. Svelato il motivo. A me sembrava davvero strano che qualcuno parlasse proprio della Villa Peripato di Taranto. La prossima volta che vieni, fammelo sapere magari ci incontriamo-

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