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25 luglio 2019

Cartoline che passione, il mio viaggio in Norvegia nel 1979

Ørsta, Norvegia, cartolina del 1979

Quella che andrò a raccontare è una storia di viaggio insolita che probabilmente non potrebbe più verificarsi nei nostri giorni per una serie di motivi legati alle nuove tecnologie. 

Si potrebbe dire come una sorta di viaggio virtuale moderno. 

Avevo già parlato di come si viaggiava negli anni Ottanta in occasione del mio primo viaggio da sola e di come le cose sono cambiate da allora ad oggi. 

Avevo vent'anni e per me è stato il massimo della libertà, era la prima volta che mi staccavo dalla famiglia.

Non avveniva così semplicemente come avviene oggi e i nostri viaggi si affidavano all'unica trasmissione di viaggi Sereno Variabile di Osvaldo Bevilacqua che ci faceva girare l'Italia scoprendo posti sconosciuti e meravigliosi. 

Oppure seguendo serie televisive, come Sandokan che ci proiettava dall'altra parte del mondo fino in Malesia.

La fantasia si accendeva leggendo i libri. Ero un'accanita lettrice dei libri gialli di Agatha Christie e seguivo Poirot nei suoi spostamenti per l'Europa


Cartoline dalla Norvegia, come un viaggio fatto nel 1979 è riaffiorato all'improvviso dai miei ricordi


E poi c'erano le cartoline che portavano nelle nostre case luoghi mai visti e posti lontani. Ci facevano sognare, pensando che prima o poi avremmo potuto raggiungere quelle mete desiderate. 

Quando arrivava una cartolina era una festa:chi l'aveva inviata, da dove arrivava ma, soprattutto, chi aveva avuto un pensiero per te?

Era il 1979 e io quell'anno, senza rendermene conto, grazie alle cartoline, feci un viaggio in Norvegia. 
Non mi dire, guarda che novità!  Chi mi segue sulla pagina facebook Around me Blog  sa che è il viaggio in cima alla lista dei miei desideri.

Mi sono chiesta tante volte come è nata la mia passione per la Norvegia, forse per la grandiosità della sua natura ancora selvaggia o proprio per essermene innamorata inconsciamente con quel viaggio.


Cartoline della Norvegia del 1979
Saluti da Oslo e da Bergen. Cartoline di forma decagonale del 1979

Che strano non essermene ricordata prima! La mia mente aveva chiuso nel cassetto dei ricordi una parte della mia vita che è venuta fuori aprendo una scatola in cui avevo conservato con cura la mia raccolta di cartoline e francobolli. 

Quarant'anni fa non c'erano molte distrazione e le collezioni diventavano un hobby quasi obbligatorio. Una raccolta che si era creata grazie alla corrispondenza che avevo con una decina di ragazzi sparsi per il mondo. 

Tra loro c'era Latt, un ragazzo di colore  (lo specifico perché è importante nella storia) che studiava in Italia e che quell'anno aveva deciso di andare in Scandinavia.

Seguivo i suoi spostamenti attraverso le cartoline che mi inviava da ogni sua tappa. 
Adesso ho ricostruito il suo itinerario.

Le tappe norvegesi dalle quali Latt mi inviava le cartoline

A lui piaceva la Scandinavia, la trovava moderna e senza troppi pregiudizi. Andava a trovare il fratello che era sposato e risiedeva in Svezia. 

In una di quelle occasioni aveva deciso con altri due amici di fare un viaggio che durò circa un mese in Norvegia.


Un viaggio attraverso le cartoline norvegesi



Mima*, oggi 2.8.79 sono arrivato ad Halden e domani andrò a Moss, qua fa freddino. Si! è bello viaggiare. Mi piace il paese, la gente è simpatica (..).

Halden è un piccolo paese situato in fondo all'Iddefjord. È stato per molto tempo il punto di difesa dagli attacchi svedesi contro la Norvegia e punto di scambi commerciali. Oggi è una località turistica rinomata grazie al piccolo porticciolo dove attraccano molti yacht . 

Mima, sto facendo il giro della Scandinavia perché mi piace girare. Ieri ero a Horten ma non ho potuto mandarti una cartolina. Siamo in tre ragazzi di colore qui a Fredrikstad in un posto turistico. Vestiti all'americana eppure diventati degli oggetti attrattivi. Si, sono più che contento di scoprire questo mondo(..).
Fredrickstad in Norvegia, cartolina del 1979
Saluti da Friedrikstad. Cartolina norvegese del 1979.

Fredrikstad si trova sul fiume Gomma a sud della Norvegia a circa 90 chilometri da Oslo. Ha un centro storico che riporta nel medioevo con le sue case in in pietra e legno a graticcio, il ponte levatoio, portoni monumentali e la cinta muraria ancora intatta.

Mima, ciò che ho visto, scoperto e vedrò in questo paese  sarà il mio più grande ricordo della mia vita. Sono contento a morire(..).

Odda si trova nella regione dell'Hardanger ed è la città da cui si parte per arrivare a Trolltunga e godere dall'alto di un panorama mozzafiato nella natura lungo il fiordo Hardangerfjiord. 

Mima, questa volta ho scelto un ombrello perché in questo paese freddissimo, piove sempre. Adesso sono arrivato a Bergen, grande e bella città. Ho pianto, piango di gioia(..).

Chi non conosce Bergen, la città dalle casette colorate che si specchiano nei fiordi? Un punto di passaggio obbligatorio per chi va in Norvegia. 


È soprannominata la città della pioggia per le abbondanti e frequenti precipitazioni dovuti alla sua posizione (Latt aveva ragione). 

Mima, nelle mie passeggiate sono arrivato a Ørsta, piccola e bella città dove ho avuto un posto in questo camping. La gente è molto simpatica ma freddissima a volte. Qua, fa freddo e piove. La Norvegia stessa è bellissima per quanto si parla della natura. Il paese è verde (..).

Ørsta è una città immersa nella natura dove fare sport outdoor. È sede di un centro sciistico alpino molto apprezzato.

Ciao, ricordo da Vestnes, fredda città dove ho passato la notte. Oggi siamo a giovedì 30 agosto. Settembre è un mese terribile,sai!(,,).
Ciao, ecco la mia ultima città che ho visto più al nord. Tingvoll (..)
Vestnes Norvegia, cartolina del 1979
Saluti da Vestnes, una città nei fiordi norvegesi circondata dal verde della natura

Vestnes e Tingvoll sono due città immerse nei grandi fiordi che si insinuano nell'entroterra norvegese. Solo questo le da un valore naturalistico di grande pregio.

Il giro della Norvegia del mio amico di penna finisce qui. Come scriveva lui sicuramente non avrà dimenticato questo viaggio.

Ho notato come nelle ultime due cartoline sia cambiata la sua scrittura. Sembra più distaccata e fredda.

Non so darmi una spiegazione e a distanza di quarant'anni non mi ricordo se c'è stata una motivazione diversa se non la stanchezza di un viaggio durato un mese. 

Anche se..


La mia amicizia epistolare con Latt è durata qualche anno. Ci scambiavamo foto e ci sentivamo anche per telefono. Diciamo che avevamo raggiunto una certa confidenza. 

Voglio essere sincera, io mantenevo un po' le distanze mentre si capiva che lui aveva un approccio più familiare. 

Lo ammetto, il fatto che fosse un ragazzo di colore mi metteva ansia, non so perché e questo mi metteva a disagio. 

Aggiungo, con franchezza, che non era razzismo il mio, era forse solo 'paura del diverso'. 

Lo so, un po' forte come frase ma è la verità. 

In casa i miei genitori inizialmente non dicevano nulla, ricordo però che avevano i loro pregiudizi, soprattutto mia madre, e mi mettevano in guardia. 

Beh, non so da cosa, ma io li ascoltavo. Mi giudico io stessa con il senno di poi.

Non si parlava di extracomunitari e chi veniva a studiare in Italia doveva essere in regola a tutti gli effetti e forse anche benestante.

Finché un giorno lui disse che voleva venire a trovarmi, ripeteva che voleva conoscermi. 

Successe il finimondo a casa. Non se ne parla proprio, adesso basta con questa storia, diceva mia madre e lo diceva anche quello che era il mio fidanzato. 

I tempi erano diversi e noi così ignoranti! 

Io, a malincuore, fui costretta a troncare la nostra amicizia senza dirgli il vero motivo. 

È stata una cattiveria che porto dentro di me da allora e ora, dopo tanto tempo, anche a scriverlo mi vergogno da morire.

Immagino quali fossero stati i suoi pensieri - non era stupido - e sono sicura che ci sarà rimasto male.

A volte mi chiedo se dopo gli studi è tornato a casa o vive ancora in Italia, chissà!

*Mima è un nomignolo che comprende le iniziali del mio nome e cognome.

3 commenti:

  1. Che bella storia, peccato per come è finita. Mi piacerebbe tantissimo poter tornare indietro nel tempo e viaggiare quando il turismo di massa ancora non esisteva! In ogni viaggio mi dico sempre che invierò una cartolina ai miei cari ma non lo faccio mai perché attraverso WhatsApp è cosi facile ed immediato... :/

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  2. Il fatto che tu adesso guardando indietro sia la prima ad esserci rimasta male prova che in fondo il tuo è stato un gesto forzato dalla società in cui vivevi e non da un pensiero razzista. Per come ti conosco io adesso, non potrei mai considerarti una persona razzista in nessun senso, né a livello di colore della pelle né di stato sociale. Spero che prima o poi il tuo amico ritorni in qualche modo nella tua vita, chissà che un giorno questo capiti per davvero!
    ps. io non le spedisco più ma quando vado in viaggio ne compro sempre una per me di cartolina!

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  3. Ciao Maria,
    ho letto con un sorriso dolce-amaro questa storia. Ammiro la schiettezza con cui ne hai scritto, il tuo modo di guardare all'indietro e di riuscire a parlare con franchezza degli stati d'animo che hai vissuto e il coraggio con cui li hai pubblicati (perché, sì, secondo me ci vuole coraggio a parlare di episodi per cui si prova vergogna). Nei miei ricordi, cartoline e lettere si portano dietro un che di nostalgico, ma a me una corrispondenza in viaggio così lunga e bella non è mai capitata!

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