Lago Maggiore: una giornata a Stresa e Villa Pallavicino

Lago

Conosco pochissimo il Piemonte e l'idea di andare sul Lago Maggiore per passare una giornata a Stresa e Villa Pallavicino mi ha subito entusiasmato. Non mi ero mai spinta così a nord dell'Italia dalla parte occidentale se non per una toccata e fuga a Torino moltissimi anni fa. 
Posso affermare che è stata una gradevolissima sorpresa.

Verso il Lago Maggiore 

Visto dall'alto il Lago Maggiore si presenta come un fiume che sinuoso scende a valle, la Sua valle perché non sfocia in nessun mare. Una lingua di origine glaciale che si divide tra la Svizzera, il Piemonte e la Lombardia e di queste due regioni ne segna il confine.

Scendendo dalle colline del Mottarone che degradano verso Stresa si incontrano ville architettonicamente interessanti e signorili che fanno pensare subito a un luogo elegante e a tratti lussuoso. 
Tra di esse, giù per i tornati, nelle zone libere da vegetazione e case, già si comincia ad intravedere il lago che offre un panorama eccezionale, degno di cartoline di altri tempi.

Ad occhi spalancati, lo sguardo va oltre la distesa di acqua del lago fino all'altra sponda ammirando i sinuosi monti che lo circondano e lo proteggono. 
Quanta meraviglia!  

Lago con barche e monti sullo sfondo
Dal lungolago si vedono le Isole Borromee raggiungibili con barche e traghetti.

Stresa, il borgo millenario sul Lago Maggiore

Stresa ci da il benvenuto con la frase "Mille anni di storia ed accoglienza", una frase che ha le sue ragioni.

La sua posizione geografica l'ha resa un rinomato luogo di villeggiatura: fu scelta come meta per soggiornare da personaggi illustri e nobili, a partire dalla famiglia Borromeo che cominciò a trasformare gli "scogli emergenti" in piccoli paradisi terrestri.

Quegli scogli oggi sono le Isole Borromee, tanto apprezzate dai turisti che ogni anno raggiungono il Lago Maggiore da ogni dove.

Stresa, un po' di storia 

Come ha fatto Stresa, così isolata, a diventare una meta turistica di eccellenza? 

Agli inizi dell'Ottocento non era facile arrivare a Stresa. Le prime strade napoleoniche e il traforo del Sempione - collegamento tra Italia e Svizzera - contribuirono a farla conoscere e, in seguito, a trasformare un tranquillo villaggio di pescatori in una cittadina mondana ricca di avvenimenti.

Pensate che, addirittura, Stresa era una tappa ferroviaria del famoso Orient Express, il romanticissimo treno che partiva da Londra, passava da Parigi e Milano e giungeva a Venezia

A Stresa si tenne anche il primo concorso di Miss Italia nel 1946. 
Un curriculum di tutto rispetto se si aggiunge anche la presenza di artisti, letterati, filosofi e scrittori, tutti stregati dalla bella Stresa.


Vetrina di un locale
La pasticceria Bolongaro, un locale storico di fine Ottocento

Non mi stupisce, quindi, vedere lussuosi hotel di inizio Novecento con i giardini curati intorno. 
Intanto, nel centro storico mi fermo in una delle storiche tea room per gustare le Margherite di Stresa, i tipici biscotti di pasta frolla, creati per la Regina Margherita, accompagnati da una tisana ai frutti di bosco. Come sempre, fatto tutto con molta calma.

Villa Pallavicino e il parco

Il parco di Villa Pallavicino è a meno di un chilometro dal centro di Stresa, dunque non troppo lontano dalla cittadina. La strada costeggia il lungolago, andando verso Belgirate, ma è sconsigliabile andare a piedi perché è una via di scorrimento e quindi un po' pericolosa.

È preferibile andare in auto anche perché c'è un parcheggio gratuito dedicato ai visitatori proprio di fronte all'ingresso e non si rischia di perdere tempo inutilmente.


Villa in un parco
Villa Pallavicino

Appena varcato il cancello si entra in un incantevole e immenso giardino fatto di grandi alberi, viali fioriti e prati in stile inglese che circondano la Villa Pallavicino che si raggiunge con una breve passeggiata. 

Da qui la vista sul lago è grandiosa anche se non è la parte più alta del parco dove il panorama diventa ancora più straordinario. 

La villa nacque dapprima come piccola dimora del politico letterato napoletano Ruggero Bonghi che, innamorato del Lago Maggiore, comprò un terreno e costruì una casa non troppo sontuosa ma adatta per passare la villeggiatura.  

Dal Bonghi la proprietà passò al Duca di Vallombrosa che ampliò i viali in tutte le direzioni per poter salire senza fatica la collina. 

In seguito, la villa fu acquistata dal marchese genovese Ludovico Pallavicino che la ristrutturò dandole uno stile neoclassico dai colori tenui, che ben si adatta alla naturalità del posto.

Luisa Pallavicino pensò di far diventare il parco di Villa Pallavicino un giardino botanico e zoologico aperto al pubblico. 

Una decisione che oggi le vale un dieci e lode perché possiamo beneficiare di questo meraviglioso luogo che consiglio di visitare se il Lago Maggiore è nel vostro itinerario di viaggio. 


Detto tra me e voi 

Se Stresa mi ha colpito per quell'aria elegante di altri tempi e dall'essere abbastanza cara, Villa Pallavicino mi ha regalato una sensazione di benessere e pace. La vista sul lago ha l'effetto di una tazza di valeriana, melissa, lavanda e camomilla messe insieme: ansia e stress scivolano via.  

L'intero parco è accessibile a tutti e non si incontrano difficoltà di alcun tipo. Potete stare tranquilli se portate bambini e passeggini, anzi questi ultimi saranno utili perché ci sono delle salite. 

Ricordatevi di portare acqua e pranzo a sacco per un picnic nel castagneto. 

Se volete far conoscere questo posto, condividete pure, ne sarò felice. 


Donna di spalle che guarda il lago
Sulla panchina di fronte al Lago Maggiore

                         

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Sono una pugliese errante con la licenza (abusiva!) di scrivere su questo blog confidenziale e semplice come me. Consiglio viaggi e stili di vita lenti, antistress e sostenibili. Se siete curiosi cliccate qui Dico di me





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