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10 gennaio 2020

Viaggio in camper in Ungheria: Pècs, cosa vedere a piedi in un giorno



Uno dei posti in cui vorrei tornare è Pécs
Pécs si trova in Ungheria ed è la prima città ungherese che si incontra arrivando dalla Croazia. 

L'abbiamo scoperta per caso durante il viaggio in camper verso Budapest, dopo una lunga corsa attraverso la Bosnia Erzegovina, la Serbia e la Croazia. 
Doveva essere una sosta occasionale per passare la notte e riposarci dalle nove ore di viaggio fatti senza fermarci. 

Non la conoscevamo e la sua scelta non era stata proprio casuale: l'avevamo preferita ad altre perché sulla cartina dell’Ungheria era segnalata come un grande centro (un punto più grande) e questo ci dava sicurezza.

Pecs, la città ungherese, di sera
La sera la piazza è frequentata da turisti, viaggiatori e abitanti del luogo
Siamo arrivati di sera ma ci siamo accorti subito che era una città che meritava una visita per cui, seduta stante, decidemmo di restare almeno tutta la mattinata successiva per ripartire nel pomeriggio verso Budapest. 


cs, l'antica città romana della Pannonia

Pécs si trova a duecento chilometri da Budapest e a trenta chilometri dal confine croato, nella regione ungherese transdanubiana, precisamente tra il Danubio e il fiume Drava.

Non sapevo di essere arrivata in una città - la quinta in ordine di grandezza dell'Ungheria - così antica e, in qualche modo, legata all'Italia. La sua storia comincia nel I secolo d.C. quando i romani costruirono su un vecchio insediamento dei Celti, la città di Soponiae, nella Provincia della Pannonia i cui resti, insieme agli insediamenti religiosi cattolici, sono diventati un sito archeologico patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Forse complice il periodo estivo, Pécs è apparsa subito viva con un via vai di gente a passeggiare e ad ascoltare le orchestrine improvvisate agli angoli degli eleganti palazzi e nelle vie del centro storico. Essendo anche una sede universitaria, una delle più antiche d’Europa, si intuisce perché è movimentata e piena di giovani.


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Cosa vedere a Pécs, un itinerario a piedi

Con poche ore a disposizione abbiamo cercato di visitare la città il più possibile, cercando di raggiungere a piedi le attrazioni che ci avevano consigliato all'ufficio turistico. 

Széchenyi Tér è la grande piazza centrale del centro storico in cui la moschea di Pasha Gazi Kasim, uno dei simboli della città, domina la scena. Nei 150 anni di dominazione turca, Pécs ha subito una trasformazione orientaleggiante e le varie moschee ne indicano ancora la presenza. 

Pecs la piazza centrale con la moschea e la statua della trinità
La moschea cattolica di Pasha Gazi Kasim e la statua della Trinità
La moschea di Pasha Gazi Kasim, è la più rappresentativa con la tipica cupola sulla cui sommità svettano la mezzaluna e la croce insieme, due simboli di religioni diverse. Oggi è una moschea in cui si pratica il culto cattolico e non è l’unica a rappresentare tracce ottomane. 
La moschea di Yakovali Hassan Pascià è un santuario mussulmano che può essere visitato quando non vengono celebrati i riti.


Nella piazza, davanti alla moschea Pasha Gazi Kasim, si innalza la statua della Trinità costruita per ringraziare la fine di una pestilenza e di lato si trova la statua equestre dedicata al cavaliere bianco, il prode condottiero magiaro Janos Hunyadi.

Una fontana con giochi d’acqua diventa una specie di parco giochi per i bambini lasciati liberi giocare e di bagnarsi dai genitori. Un vero divertimento tra risate e schizzi d’acqua.

Pecs la piazza centrale del centro storico
La piazza centrale del centro storico, Szècheny Tèr
Nella stessa piazza si affacciano eleganti palazzi, uno tra tutti l’elegante Palazzo del Municipio, dalla facciata molto decorata neo barocca, affiancato dalla torre con il carillon che suona ogni ora diventando un punto di riferimento per i turisti e viaggiatori ma anche degli stessi abitanti.

Una delle dodici strade che arrivano in Széchenyi Tér conduce alla Cattedrale di San Pietro e Paolo, l’altro simbolo di Pécs. I quattro campanili angolari svettano verso il cielo e sembrano vogliano sollevarla da terra. 
Dalla sommità si può ammirare il panorama tutt'intorno. Vale la pena salirci. 
I vari stili che la abbelliscono si sono aggiunti nel tempo a partire dal XI fino al XIX secolo a causa di vari incendi. 

Pecs la cattedrale di san Pietro e Paolo
La Cattedrale di San Pietro e Paolo, uno dei simboli della città.

Nella via che porta alla Basilica c’è la sorpresa di trovarsi davanti al muro dei lucchetti, il lakatfal. Sono tantissimi lucchetti messi uno sull’altro.
È come ritrovarsi a Roma sul ponte Milvio (anzi no, lì sono stati rimossi) anche se qui questa usanza dei lucchetti non è nata inizialmente per suggellare un amore, ma pare che un gruppo di liceali alla fine dell’ultimo anno attaccarono i lucchetti dei loro armadietti. 


Pecs la statua di Liszt affacciata al balcone del Palazzo vescovile
Dal palazzo vescovile si affaccia il musicista Liszt che guarda verso la Cattedrale.

Pecs, la statua di Liszt affacciata al balcone
La statua di Franz Liszt, il compositore ungherese. Chi sta aspettando?

Di lato alla Cattedrale si trova il Palazzo del Vescovo che attira l’attenzione per una statua sul balcone affacciata in una posizione bizzarra, capelli al vento, sguardo perso in lontananza verso la Basilica: è il musicista ungherese Ferenc Liszt.  Davvero espressivo e originale.

Quartiere Culturale Zsolnay, la fucina della cultura

Il Quartiere Culturale Zsolnay è il distretto culturale più grande del centro Europa, sorto dalla vecchia fabbrica di ceramica Zsolnay, la più rinomata dell’Impero Asburgico. 

Una piccola cittadella ricca di attrazioni: tre teatri, un planetario, una galleria d’arte, mostre permanenti, laboratori scientifici, sale concerto e tanto altro. L'area è stata recuperata e riqualificata in occasione dell'anno in cui Pécs è stata Capitale Europea della Cultura insieme a Essen e Istanbul, nel 2010.
Sfortunatamente avevamo poco tempo e ci siamo persi questo posto interessante

Insomma, l'Ungheria cominciava già a piacermi e avevo visto solo Pécs. La sentivo vicina e familiare e non sapevo ancora che mi sarei innamorata delle altre tappe. Budapest era l’unica nostra meta in programma, e ora posso confermare che non mia ha deluso affatto, ma non sapevo ancora che Hèviz, un posto termale non previsto nell'itinerario di viaggio, sarebbe rimasta nel mio cuore.

Il bello di viaggiare in camper, on the road, è così. Regala una scoperta dietro l’altra.
Pecs, la citta da vedere in un giorno
Guardo lontano come Liszt pensando a quando potrò tornare.


La foto di copertina è di Armbrust Anna da Pixabay

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