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6 marzo 2020

Puglia: visita alla laguna di Lesina, nel Gargano, dove crescono le anguille


Parlare dei paesi della Puglia mi fa sempre piacere. Sapendo di dover andare a visitare la laguna di Lesina, nel Parco del Gargano, anche se solo per qualche ora, sono andata su Google maps a vedere esattamente dove si trovava.

Lo sapete cosa mi ha colpito immediatamente? La sua forma geografica. A me sembrava un fantasmino svolazzante. Mi ha fatto ridere questa cosa, era troppo curiosa. Così come è tanto curiosa la sua posizione che piace tanto alle anguille.

Bene, a questo punto andiamo a Lesina.

Dove si trova Lesina in Puglia


Lesina uno dei comuni a nord della Puglia, per me così vicino e nello stesso tempo così lontano. Vicino perché siamo nella stessa regione, lontano perché per arrivarci ci vogliono più di due ore. La Puglia è lunga, da Santa Maria di Leuca al confine con il Molise sono circa 400 chilometri. 

Lesina si trova nello sperone dello Stivale, ai piedi del promontorio del Gargano. Si affaccia sul mar Adriatico ma non ha contatto diretto perché è separata da un cordone dunale, parallelo alla costa, nato dai sedimenti depositati dal fiume e dal mare.
Per questo motivo si è formato un lago, anzi una laguna che ha determinato la vita dei lesinesi.

Le anguille della laguna di Lesina

La laguna di Lesina non sarà certo per grandezza paragonabile alla laguna di Venezia, se consideriamo la lunghezza che è di circa 22 chilometri, ma per la particolare composizione dell’acqua - non troppo salata né troppo dolce - è diventato un habitat naturale per le anguille. 



Le anguille sono pesci straordinari che mi affascinano per due motivi in particolare: per il loro senso dell’orientamento e per la memoria. Pensate che tutte le anguille del mondo, sia quelle europee che quelle americane, per riprodursi vanno nel Mare dei Sargassi dove si accoppiano e depositano le uova. 

Fanno un lungo viaggio: dall'Europa al Mare dei Sargassi attraversando l'oceano Atlantico.
I piccoli, a cui rimane la memoria del tragitto, riescono a ritornare nel luogo dei genitori ripercorrendo 6000-7000 chilometri in tre anni. È una migrazione che dura anni e che vede soccombere la maggior parte di loro.


Quando arrivano nel mar Adriatico trovano nella laguna di Lesina uno dei loro habitat preferiti. Ci entrano attraverso i due canali di Acquarotta e Schiapparo che collegano il mare alle acque interne di Lesina. 
Qui le anguille crescono fino a raggiungere le dimensioni giuste per la riproduzione.
La pesca delle anguille è stata una delle maggiori attività dei lesinesi. Lo è tutt'ora ma la pesca è più controllata. 

Di conseguenza, l'anguilla ha assunto anche un posto d'onore nella cucina del luogo dando origine alla famosa minestra di anguilla di Lesina. 
Non a tutti piace questo pesce, io ne vado pazza, soprattutto cucinata nel sugo e in agrodolce. È uno dei piatti che si trova sulle tavole pugliesi alla vigilia di Natale. 
Pare che ne fosse goloso anche Federico II che prediligeva i capitoni - le femmine delle anguille - preparati in scapece.




Sulla passerella del lago di Lesina fino all’isolotto di San Clemente

Una visita alla laguna di Lesina comprende anche una delle maggiori attrattive turistiche di Lesina: la passerella fissa che porta fino al sito archeologico dell’isolotto di San Clemente. La profondità del lago che non raggiunge i 2 metri ha permesso di costruire la lunga passerella quasi tutta in legno a beneficio di visitatori e amanti della natura.

È una camminata di 400 metri che, come al solito, consiglio di percorrere lentamente osservando tutt'intorno perché potreste vedere particolari specie di uccelli migratori che qui stanziano per la riproduzione. 

Con un binocolo a portata di mano potreste avere la fortuna di incontrare il Gabbiano roseo, la Garzetta, la Spatola, il Cavaliere d’Italia e tanti altri migratori. Sono uccelli che si possono ritrovare anche nel delta del Po e dei grandi fiumi nordafricani o del sud Europa. 
Un paradiso per il birdwatching.

Anche io mi sono sentita fortunata perché mi sono trovata a visitare la laguna di Lesina in una giornata di sole con il cielo azzurro, di quelle inaspettate e che si possono godere nel mese di marzo con la leggera brezza che accarezza e, nello stesso tempo, scompiglia i capelli.

Man mano che mi allontanavo dal molo del lungolago e mi avvicinavo alla fine della passerella sentivo che mi assaliva un senso di tranquillità. Lontana dai rumori, seppur non troppo caotici del paese, riuscivo a liberarmi dalle solite preoccupazioni quotidiane e a soffermarmi con gli occhi sull'orizzonte del versante opposto. 

Il mio rapporto con la natura è sempre forte.



Il profilo di Lesina offre un incantevole paesaggio da questa distanza, in fondo alla passerella, che a dire il vero non mi aspettavo.

L’isolotto di San Clemente è un sito archeologico che si trova nel bel mezzo della laguna e che affiora dalle acque. Oggi si vedono solo le fondamenta dell’antica chiesa dedicata al santo martire - costruita sui resti di una precedente costruzione pagana - e una croce di ferro come simbolo di una attività religiosa che fa pensare che di lì passasse un cammino per i pellegrini che raggiungevano il monastero di San Michele sul Gargano.

Probabilmente, nel tempo, i vari fenomeni geologici a cui è sottoposto quel territorio ha cancellato la maggior parte dell’edificio.


Concludo pensando che

Non ci sono posti in Puglia che non siano degni di una visita. Prima di arrivare a Lesina si pensa di essere in un posto sperduto e senza bellezza. L'ho pensato anch'io mentre percorrevo la strada che dall'autostrada conduce al paese. 

Non vedevo nulla di interessante perché il paesaggio che la circonda è piuttosto piatto e brullo. Molto differente da altri luoghi del promontorio del Gargano. Mi sono dovuta ricredere e sono dispiaciuta di non essere rimasta un po' di tempo in più. Sicuramente mi rifarò.


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