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24 aprile 2020

Da baby boomer a perennial: come è cambiata la mia generazione


Breve riflessione di una donna che si riflette nello specchio e si accorge che ogni ruga del viso è un sorriso che l'ha accompagnata fin lì. Che ogni singolo filo bianco nei capelli arruffati è simbolo di un obiettivo prefissato, che sia stato un sogno realizzato o una piccola sconfitta.

Io sono una perennial


Da un po' di tempo seguivo il mio istinto di donna matura che stava per arrivare al decennio di vita con la doppia cifra che inizia con il sei. Sessanta anni a luglio non sono pochi ma mi sono detta che non sono nemmeno tanti anche se sono consapevole di non essere più nel mezzo del cammino della mia vita. 

Non per questo sono dispiaciuta - o forse si e non me ne rendo conto - ma quello che mi dispiace è di essere nata in quel periodo che mi etichetta come baby boomer
Il periodo d'oro, del boom economico e di crescita demografica, della generazione che è andata ad rimpolpare la popolazione italiana decimata dalle guerre e che ha visto crescere il trend del benessere in maniera esponenziale. 

Sono in quella fascia dei nati dal 1946 al 1964 che nell'arco di trentanni, voglio essere positiva o almeno lo spero per me, scomparirà. 

Essere una baby boomer dovrebbe farmi sentire orgogliosa per aver dato una mano alla crescita da ogni punto di vista del Bel Paese, però non sono così sicura che questo sia stato un bene visto i risultati ottenuti fino ad oggi, nel primo ventennio del duemila. 

Non voglio fare bilanci ma se dovessi pesare benefici e svantaggi, alcune volte il piatto penderà in positivo altre in negativo e in queste ultime metto ai primi posti la perdita di molti valori etici e l’irriguardoso comportamento che abbiamo nei confronti della nostra Terra. 

Bene, non mi scoraggio anzi mi incoraggio, mi stimo e vado avanti perché sto guardando la visione della mia vita diversamente dopo aver scoperto che da baby boomer sono sicuramente entrata a fare parte delle perennials. Che grande soddisfazione per me e per tutti quelli che si sentono orgogliosamente un perennial. 

Cosa vuol dire essere un perennial? 

Intanto voglio spiegare cosa significa e come si è arrivati a coniare questa parola. Inizialmente, incuriosita, sono andata su Google ho digitato perennials e la prima voce che mi è uscita era riferita alle piante perenni. È evidente che le due cose sono collegate e già mi piace.

Dal dizionario Garzanti: perenne: destinato a durare sempre nel tempo. Partendo da questa premessa tutto tende a sembrare piacevole e confortante.


La prima volta che ne ho sentito parlare non avevo idea di cosa significasse, mi riferisco al suo vero contenuto. La associavo ai personaggi famosi over50 che si mantenevano bene fisicamente e continuavano ad essere primedonne nei loro ambiti lavorativi, come nel cinema, nella musica e nella moda. Mi viene da pensare a Jane Fonda o a Sharon Stone.

Finché l'altro giorno non mi sono imbattuta nell'imprenditrice digitale Gina Pell che è stata la prima a dare questa definizione: “I Perennials sono persone curiose, sempre in fiore e sono consapevoli di cosa sta accadendo nel mondo. Sono al passo con la tecnologia e hanno amici di ogni età”. 

Che meravigliosa citazione! Mi si è aperto un mondo, ha sfondato il muro di inadeguatezza dell'età anagrafica che gli altri, mattone su mattone, avevano creato perché dovevo rientrare negli stereotipi classici di donna sessantenne, per giunta nonna! 

No, non ci stavo dentro, mi stava troppo stretto questo angusto posto privo di luce e freddo, me lo suggeriva prepotentemente la mia età mentale. Perché si, essere perennial è un vero e proprio stato mentale che non è legato all'età anagrafica. 
Capite che differenza memorabile non essere catalogati in una fascia di anni come una generazione ben definita? Così come si è fatto fin'ora.

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Quali sono queste generazioni? 

Se volete sapere come si chiama la vostra generazione potete fare riferimento a questa infografica.


Ogni periodo ha segnato una storia della nostra vita. I silenti sono i nostri nonni o bisnonni che hanno vissuto il periodo della seconda guerra mondiale, ligi al dovere. I baby boomers, quella in cui ci sono anche io, sono quelli nati nel periodo del benessere economico, i contestatori e i ribelli. 

La generazione X è la generazione che ha dato il via all'era di internet. La generazione Y, i millennials, sono nel pieno delle nuove tecnologie e del web, quelli considerati bamboccioni. 
Per finire la generazione Z, quella dei social media e dello smartphone, la generazione del futuro.


Come si distinguono i perennials? 

I perennials non hanno età, non hanno una etichetta o un cartellino di riconoscimento, possono avere senza distinzione diciotto o ottanta anni. Sono persone sicure di sé, hanno fiducia in sé stessi e hanno un modo di pensare globale di quello che accade nel mondo. 

Conducono una vita green, fanno la raccolta differenziata, consumano meno plastica, acquistano prodotti bio, mangiano meno carne e fanno regolarmente attività fisica per mantenersi attivi e in forma. Sono ottimisti, desiderosi di fare esperienze e sono interessati alle novità

Si lasciano coinvolgere, sono appassionati, creativi e hanno amici di ogni età. Amano stare online si spingono oltre i limiti e sanno azzardare, sono proiettati verso il futuro. Certo, anche a ottanta anni!

Una descrizione che apre la mente, che ci fa sentire padroni del mondo e non ci fa avere paura di nulla. 

Che ci riempie la vita e ci fa sentire adeguati nella società attuale, non che ci volesse per forza un nome o una identificazione precisa per esserlo. È più facile racchiudere tutte le caratteristiche in un'unica parola.

E poi se scopriamo di non essere gli unici ad esprimere quella forza e vitalità prorompenti, ci fa sentire meno soli.

Siamo in fiore, con colori vivaci e profumati, e non appassiamo mai.

Qualcuno di voi si riconosce in questo identikit del vero perennial?

6 commenti:

  1. Sarei una Millennial però mi riconosco anche un po' nei Perennial ora! Come la maggior parte della mia generazione non potrei rinunciare alla cosa che ci identifica di più, ovvero il buonissimo avocado on toast, quindi vabbé resto Millennial anche se bambocciona proprio no ;)

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    1. Ecco una cosa che non conosco. Devo assolutamente provare l'avocado on toast :D

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  2. Questa cosa dei perennials said che io non la conoscevo? Cioè non ti avrei mai dato l'età che dici di avere anche perché secondo me ci nascondi qualcosa. Non è possibile! ��

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    1. Prendi nota per quando capirai di avere tutte le caratteristiche dei perennials. L'età biologica non è uguale al'età mentale.:D

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  3. Sono nata nel 1970 e ho sempre pensato di essere una baby boomer. Quando sono andata in prima elementare eravamo talmente in tanti che si facevano addirittura i doppi turni a scuola. E in effetti per molti anni quelli nati fino al 1975 erano inseriti in questo cluster. Poi, le cose sono cambiate. Ma devo dire che mi sento molto più affine ai nati nel 1965 (mio marito, infatti) che non a quelli nati nel 1980 (che hanno visto Fonzie solo alla 10a replica ;-) )

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  4. Secondo me sono tutte etichette, ma ti dirò di più: l'età lo è. È un problema, spesso, per le donne (ed è anche una o, ci mancherebbe)... Io penso che tu abbia lo spirito di una trentenne. Altro che perennial ❤️

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