2008253882785638

4 maggio 2020

Come attrezzarsi per una escursione o un cammino: i consigli dell'esperta Silvia Montis


È il tempo giusto per fare escursioni e intraprendere cammini, non solo per gli amanti di questo genere di attività ma anche per riprendere contatto con l’ambiente che ci circonda e ritrovare il gusto equilibrio fisico e mentale che da due mesi a questa parte è venuto a mancare.  

Ho sempre sostenuto che stare in mezzo alla natura sia il miglior antidepressivo. È uno sport vero e proprio e come tale bisogna essere preparati ed usare l’attrezzatura adatta.

Per saperne di più, ho chiesto di darci dei consigli all'esperta della community delle Travel Blogger Italiane, Silvia Montis, autrice del blog Viaggiare zaino in spalla.


Le mie piccole esperienze outdoor

Se seguite questo blog sapete già che ho fatto delle piccole esperienze escursionistiche nella Puglia delle gravine, come l'escursione nella Gravina di San Marco a Massafra, e in Calabria  il cammino a passo lento da Castrovillari a Morano Calabro. 

Ho sempre cercato di attrezzarmi senza una vera conoscenza specifica e tecnica ma facendo sempre tesoro dell'esperienza precedente. Certo le variabili da considerare sono tante ma per camminate di tre o quattro ore si può soprassedere ad alcuni accorgimenti.  

Ho sempre però considerato i piedi come la parte più importante da proteggere per ovvietà di logica e per questo motivo mi sono sempre salvata dagli imprevisti. 

Ma come ci si prepara per itinerari più lunghi e di più giorni? Lo chiediamo a Silvia che di esperienza di cammini ne ha tanta. 

Chi è Silvia  

Silvia è nata in Sardegna e vive e lavora in Danimarca. Appassionata di fotografia, comunicazione e arte, ha un vero amore per i viaggi lenti, a piedi, che fa sempre accompagnata da uno zaino, il suo amico fidato.


Ha cominciato il suo primo viaggio a piedi con un grande classico, il Cammino di Santiago de Compostela che era il suo sogno nel cassetto. Da quel momento non si è più fermata.


Silvia Montis lungo il cammino di Carlo Magno in Val Camonica

Come attrezzarsi per un cammino di più giorni: i consigli di Silvia 

"Quando organizzo un cammino tengo conto di alcuni aspetti importanti, come la lunghezza del tragitto, la durata in giorni, i territori e la stagione, per poter portare sempre l'attrezzatura giusta. 
Tra gli innumerevoli articoli presenti sul mercato il mio consiglio è di prediligere sempre attrezzatura leggera e resistente. 

Cominciando dallo zaino, per un cammino di più giorni la scelta deve sempre avere queste caratteristiche: essere strutturalmente leggero; avere una capienza dai 30 ai 50 litri; avere l'areazione nello schienale per non farci sudare; avere la fascia lombare larga per suddividere il peso sulle anche in modo che non ci venga il mal di schiena.  

Portare per tante ore uno zaino non idoneo può compromettere il nostro cammino e la nostra salute.

Le domande che mi fanno spesso sono: Che scarpe usare? Da trekking o da trail running? In goretex o traspiranti? La scelta in realtà è molto soggettiva, l'importante è che siano comode e che il battistrada abbia un buon grip. 


Ma dobbiamo anche tener conto della conformità del territorio dove cammineremo.  Io ad esempio, per il cammino di Carlo Magno in Valcamonica, lungo 100 km e fatto in estate, ho preferito indossare un paio di scarponcini da trekking in goretex poiché camminando in sentieri di montagna avrei potuto imbattermi in precipitazioni improvvise.
  
L'attrezzatura di Silvia Montis durante il cammino di Carlo Magno in Val Camonica

La cosa fondamentale è comunque che le scarpe vengano rodate prima della partenza. Mai partire in cammino con scarpe nuove. 

Riguardo l'abbigliamento, per avere uno zaino leggero io preferisco sempre non superare i tre cambi: uno da indossare e due da mettere nello zaino. Questo vale sia per cammini di una settimana che di un mese.  

A fine tappa mi organizzo per lavare quello usato quindi non è necessario portare troppa roba. Aggiungo, inoltre, dei pezzi extra tipo la maglia termica e qualcosa per la sera in caso debba uscire a cena.  

Per le calze consiglio qualche cambio extra così da poterle cambiare spesso durante il giorno in caso di piedi sudati o bagnati dalla pioggia. Avere i piedi asciutti previene l'uscita di vesciche. 

Riguardo la tipologia di abbigliamento io mi affido sempre a capi tecnici, con tessuti ad asciugatura rapida: magliette da running traspiranti; pantaloni che si trasformano da lunghi a corti; calze anti vesciche o da trekking per proteggere i piedi dallo sfregamento con le scarpe; giacca impermeabile che tenga almeno 2 o 5 mila mm di pioggia

Nello zaino non mi faccio mai mancare anche: una borraccia per l'acqua; i bastoncini da trekking; un fischietto per le emergenze; un kit primo soccorso con pomata all'arnica e giaccio sintetico, per eventuali stiramenti muscolari; il sacco a pelo o sacco lenzuolo, in base alla stagione. 

La mia parola d'ordine è comunque fare sempre uno zaino leggero, così da percorrere tanti chilometri senza sofferenza. In media non dovrebbe superare il 10% del peso corporeo ma cerco almeno di non sforare gli 8 kg. Infondo il bello di un cammino è proprio quello di alleggerirci dalla routine e ritrovare la felicità in poche cose."

I 3 punti importanti da tenere presente 

Riepilogando ho capito che sono da tenere ben presenti tre punti importanti per fare una seria valutazione dell’attrezzatura che occorre prima di affrontare un viaggio zaino in spalla.


Io che provo a diventare una escursionista esperta 

  1. Il luogo del cammino o escursione, se montagna, pianura, boschi, strada sterrata, in discesa o in salita.
  2. Il periodo in cui si fa l’escursione e va da sé che la primavera dovrebbe essere la stagione migliore
  3. La durata delle attività outdoor, un conto è attrezzarsi per un giorno, un altro per una settimana.


Devo essere sincera ma, tra i tanti consigli di Silvia, al fischietto per le emergenze non ci avevo mai pensato. 
Ed è interessante anche ricordarsi di non partire mai con scarpe nuove di zecca che potrebbero compromettere l'intero viaggio, anche se si tratta di poche ore, lo stesso dicasi se si parte con uno zaino non adatto alla nostra conformazione fisica. 

Posso dire che ora siamo pronti per partire.

Concludo pensando che 

Entrare in contatto con la natura e camminare a passo lento, fermarsi per guardarsi intorno e osservare attentamente ogni singolo elemento che incontriamo fa crescere la consapevolezza che non siamo individui separati ma un tutt'uno con l'esterno, con l'Universo.

Che basta rallentare un po' per accorgersi di tutto questo.

Ringrazio Silvia per i suoi preziosi consigli che mi hanno fatto crescere il desiderio di intraprendere percorsi più impegnativi e vi lascio una sua frase riguardo al tempo:  

Il tempo è un dono e ci può offrire la possibilità di guardarci meglio dentro e ritrovare noi stessi. 

2 commenti:

  1. Ottimi consigli per affrontare un'escursione ma aggiungerei anche barrette energetiche o gelatine (quelle degli sportivi) e un'alimentazione adeguata prima dell'escursione per non avere dei cali improvvisi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certamente portarsi da mangiare qualcosa è sempre consigliabile. Grazie per il suggerimento.

      Elimina