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13 settembre 2016

Napoli, tra una sfogliatella e un babà

Napoli. Tutti i luoghi comuni le calzano a pennello. 



Napoli è tutto e il contrario di tutto. 

Napoli è chiasso e silenzio, è disordine e armonia.

Non tornavo a Napoli da 2 anni e mi mancava.
Mi mancavano i miei amici napoletani sempre pronti ad accogliermi, senza se e senza ma, sempre allegri e solari, a mostrarmi con orgoglio gli angoli più caratteristici della loro amata città, pur essendo consapevoli dei tanti problemi che l'attanagliano ma a loro l'autoironia non manca e i difetti ne diventano parte integrante.

A qualcuno potrà sembrare strano, ma se dovessi scegliere una tra le più belle città italiane, io sceglierei Napoli.

Perché Napoli bisogna viverla per amarla. 



Ventiquattro ore intense trascorse nella spensieratezza più totale assaporando ogni minuto di napoletanità che ti avvolge mentre cammini per le vie animate e colorate  dei Quartieri Spagnoli e di Pignasecca dove tutto sembra artefatto ed invece è solo arte espressa nei piccoli e fantasiosi dettagli.



E mentre di giorno il mercato occupa gli spazi aperti, di sera, negli stessi luoghi, alcune pescherie si attrezzano e offrono un classico street food come ormai da tempo fa la Pescheria Gagliotta.

Se il sabato sera non puoi passeggiare per via Toledo, affollata da turisti provenienti da tutto il mondo, la domenica mattina puoi godere del silenzio di una tranquilla Napoli ancora sonnecchiante e cogliere l'occasione  di visitare uno dei tanti capolavori d'arte che custodisce nei suoi antichi palazzi.





Dopo essere stata tante volte a Napoli, questa volta ho esaudito il mio desiderio più grande - inseguito per anni - che era quello di visitare il Museo Cappella Sansevero, un gioiello del patrimonio artistico internazionale, in cui è conservata la statua del Cristo velato, il capolavoro scultoreo di Giuseppe Sanmartino: ho provato solo stupore, ammirazione e meraviglia. 
Il costo del biglietto di 7 € vale tutto. 
Non vederlo almeno una volta nella vita credo che sia una autopunizione!


Visita al Cristo velato a Napoli

Dopo aver visitato il Museo vi consiglio di dirigervi verso piazza San Domenico Maggiore e gustarvi una golosa sfogliatella riccia e un buon caffè napoletano, rigorosamente seduti a tavolino, alla rinomata pasticceria gelateria Giovanni Scaturchio dove vengono preparati anche babà con la forma del Vesuvio.
In vetrina fa bella mostra un invitante babà gigante. 




Secondo i miei amici però la sfogliatella più buona si trova da Mary nella galleria Umberto I. 
É una piccola pasticceria con una vetrina irresistibile che esplode per i dolci, c'è l'imbarazzo della scelta e qui - fatemelo dire - si lascia da parte la dieta per un giorno. 
Quella inizia sempre dal giorno dopo 😉




Un po' di pioggia non è un ostacolo se dura poco. 
Ombrello e cappellino servono a non rovinare la giornata e proseguire la passeggiata percorrendo la celebre Spaccanapoli, uno dei luoghi più frequentato dai turisti che la rendono vivace e animataalla scoperta di una città sempre imprevedibile e sorprendente.

Un tuffo nella storia, nella tradizione, nella cultura napoletana. 



Un consiglio da amica: da evitare nel periodo natalizio se si vuole godere totalmente la città.





É stata una giornata intensa, rigenerante e piena di allegria come solo loro sanno creare ed ora tra risate, baci, abbracci e "ci rivediamo presto", malinconicamente è arrivata l'ora del ritorno. 






Si, sicuramente ci rivediamo presto e non per un solo giorno!

                     Alla prossima 🙋



Ph. Around.mm

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